Radicali liberi alleati contro il cancro: lo studio che apre nuove strade

La scoperta di un nuovo meccanismo potrebbe migliorare l'efficacia delle immunoterapie oncologiche.
La scoperta di un nuovo meccanismo potrebbe migliorare l'efficacia delle immunoterapie oncologiche.
ROMA - Potrebbe aprirsi un'altra strada per l'immunoterapia anti-tumorale, ossia l'approccio che sfrutta le capacità del sistema immunitario per combattere il cancro. Uno studio coordinato da ricercatori dell'University of Cambridge e pubblicato sulla rivista Science ha infatti scoperto un nuovo meccanismo che le cellule tumorali sfruttano per soffocare la risposta dell'organismo.
Il team ha scoperto che i linfociti T, cellule immunitarie deputate a combattere il cancro, dipendono da molecole come i radicali liberi (nello specifico 'specie reattive dell'ossigeno') per attivarsi e distruggere le cellule tumorali e che i tumori sfruttano questo rapporto di dipendenza per bloccare l'attacco immunitario.
«Tendiamo a considerare le specie reattive dell'ossigeno puramente come sottoprodotti dannosi del metabolismo. Ma stiamo comprendendo sempre più che hanno importanti funzioni all'interno delle cellule, e i linfociti T ne hanno bisogno per attivarsi», ha commentato Xan Wesolowski, uno degli autori dello studio.
Il team, in particolare, in esperimenti su topi di laboratorio ha scoperto che i tumori bloccano l'attivazione dei linfociti T con il rilascio di una proteina antiossidante (Perossiredossina 1 o Prdx1). Questa proteina neutralizza le specie reattive dell'ossigeno lasciando i linfociti T senza innesco.
Tuttavia, nei test è bastato spegnere la capacità dei tumori di produrre questa proteina perché i linfociti ricominciassero a combattere il cancro. I ricercatori, che hanno confermato lo stesso meccanismo anche in cellule umane, ora sperano che questo approccio possa essere impiegato per potenziare l'efficacia delle immunoterapie già in uso o per la messa a punto di nuove immunoterapie.
«Abbiamo trovato un nuovo modo con cui i tumori spengono il sistema immunitario. Quando blocchiamo questo processo, i tumori che non rispondono ad alcune immunoterapie iniziano a rispondere al trattamento», ha affermato Rahul Roychoudhuri, tra i firmatari dello studio. «Questo ci dice che si tratta di una via che vale la pena prendere di mira a scopo terapeutico, ed esistono diversi modi in cui potremmo riuscirci».




