Infortuni gravi: quasi il 90% torna al lavoro

Il 78% degli infortunati è rientrato entro tre mesi, mentre il 6% ha affrontato periodi più lunghi di assenza, spesso a causa di lesioni dovute a cadute che hanno interessato ginocchia, spalle, caviglie o schiena.
Il 78% degli infortunati è rientrato entro tre mesi, mentre il 6% ha affrontato periodi più lunghi di assenza, spesso a causa di lesioni dovute a cadute che hanno interessato ginocchia, spalle, caviglie o schiena.
BERNA - Nel corso dell’ultimo anno, la Suva ha riconosciuto quasi 480.000 infortuni, di cui circa 29.000 così gravi da causare un’incapacità lavorativa superiore ai tre mesi. Nonostante la gravità di molti casi, quasi il 90% degli assicurati coinvolti in infortuni gravi è riuscito a tornare al lavoro, grazie a cure mediche efficaci, accompagnamento professionale e al sostegno delle persone vicine.
Infortunarsi, d'altra parte, può accadere in un attimo: una distrazione, una caduta o un evento imprevisto possono cambiare la quotidianità. Tuttavia, il percorso di recupero e reinserimento nella vita professionale è spesso lungo e impegnativo. Studi dimostrano che dopo sei mesi di assenza dal lavoro, le probabilità di rientrare si dimezzano, rendendo fondamentale un intervento tempestivo.
La Suva si impegna fin dall’inizio per favorire il ritorno alla normalità. Quasi la metà degli infortuni riconosciuti ha comportato un’assenza dal lavoro superiore a tre giorni, con una media di 44 giorni di incapacità lavorativa. Il 78% degli infortunati è rientrato entro tre mesi, mentre il 6% ha affrontato periodi più lunghi di assenza, spesso a causa di lesioni dovute a cadute che hanno interessato ginocchia, spalle, caviglie o schiena.
Per i casi più complessi, la Suva attiva il proprio case management: i case manager coordinano cure, riabilitazione e il ritorno al lavoro, collaborando con medici, datori di lavoro e altre assicurazioni sociali. Nel 2025, sono state seguite 2.400 persone tramite questo servizio. Un ruolo chiave lo svolgono anche le cliniche di Bellikon e Sion, specializzate nella riabilitazione post-traumatica e nel reinserimento professionale.
Il tasso di reinserimento professionale degli assicurati Suva dopo un grave infortunio si attesta all’88%, un dato stabile negli anni. «Oltre alla prevenzione e all’attività assicurativa, il reinserimento degli infortunati nel processo lavorativo è un aspetto centrale per la Suva», sottolinea Barbara Ingold, responsabile della Divisione trattamento dei casi. Il ritorno al lavoro porta benefici a tutti: le persone recuperano qualità di vita e sicurezza finanziaria, le aziende mantengono i propri collaboratori e il sistema assicurativo si alleggerisce dai costi di indennità e rendite.
Il reinserimento è considerato riuscito quando la persona torna al proprio impiego o ne trova uno nuovo senza necessità di una rendita di invalidità, o con una rendita inferiore al 20%. Fondamentale, oltre alle cure e al supporto professionale, è il sostegno della rete personale: famiglia, amici, colleghi e datori di lavoro giocano un ruolo cruciale nel processo di guarigione, offrendo forza e fiducia nei momenti difficili.
Lo testimonia anche Sandro Michel, ex sportivo professionista e bobbista, che dopo un grave incidente nel 2024 ha potuto contare sul supporto della sua rete personale e della Suva: «Sono incredibilmente grato per il sostegno ricevuto. Senza tutte queste persone, oggi non sarei dove sono».




