F-35A, nessun prezzo fisso concordato: «Pochissimi hanno letto per intero il contratto»

La Commissione della gestione del Nazionale critica pesantemente i negoziati in corso con gli Stati Uniti e l'accordo siglato dall'ex consigliera federale Viola Amherd.
BERNA - La disputa sul presunto prezzo fisso nell’acquisto dei jet F-35 continua a sollevare molta polvere a Berna. La Commissione della gestione del Consiglio nazionale (CdG) ha indagato negli ultimi mesi su come sia potuto nascere questo costoso «malinteso».
Nel suo rapporto, la commissione giunge ora alla conclusione che «non è stato concordato alcun prezzo fisso forfettario con gli USA» e che l’organizzazione delle trattative «non è stata adeguata». In questo contesto, la CdG non riesce a comprendere «la comunicazione così assoluta del DDPS nei confronti del Parlamento e dell’opinione pubblica».
Le critiche pesanti sono rivolte al Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) e in particolare anche all’allora ministra della difesa Viola Amherd (Il Centro). Il suo dipartimento avrebbe condotto le trattative in modo troppo poco stretto e il flusso di informazioni non sarebbe stato sufficiente. Il prezzo fisso non è stato concordato contrattualmente – per questo motivo il Consiglio federale non avrebbe dovuto partire da tale presupposto.
«Solo poche persone hanno letto il contratto per intero»
La CdG critica inoltre anche il fatto che «solo poche delle persone coinvolte abbiano letto il contratto per intero» e che di conseguenza il risultato delle trattative sia stato verificato troppo poco. Non è comprensibile come il DDPS e quindi Amherd abbiano continuato a difendere il prezzo fisso davanti al Parlamento.
Anche l’organizzazione delle trattative non sarebbe stata adeguata. Così il DDPS ha affiancato all’ufficio degli armamenti armasuisse lo studio legale Homburger, «per cui il servizio giuridico interno all’ufficio non è stato di fatto coinvolto nella negoziazione del contratto». Questo è in contraddizione con il mandato legale di armasuisse quale centrale d’acquisto specializzata nel settore degli armamenti della Confederazione.
Amherd informò il Consiglio federale solo dopo l’annuncio delle dimissioni
Per la CdG è delicato anche il momento in cui Viola Amherd ha informato l’intero Consiglio federale. I primi indizi di possibili costi aggiuntivi erano già stati ricevuti da armasuisse nell’agosto 2024 – «di ciò la responsabile era stata informata», si legge nel rapporto.
Tuttavia, ha informato i suoi colleghi di governo solo nel marzo 2025 – due mesi dopo l’annuncio delle sue dimissioni e apparentemente poco prima della sua uscita dal governo federale. In quel momento gli USA avevano confermato per iscritto i costi aggiuntivi. La CdG considera questo comportamento «non adeguato».



