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Casse pensioni: buoni rendimenti nel 2025 e pure il 2026 è positivo

Nonostante il contesto favorevole, cresce l’attenzione ai possibili rischi legati a immobili e debito sovrano, mentre si rafforzano le strategie di diversificazione.
Casse pensioni: buoni rendimenti nel 2025 e pure il 2026 è positivo
Depositphotos (michaeljung)
Fonte Ats
Casse pensioni: buoni rendimenti nel 2025 e pure il 2026 è positivo
Nonostante il contesto favorevole, cresce l’attenzione ai possibili rischi legati a immobili e debito sovrano, mentre si rafforzano le strategie di diversificazione.

ZURIGO - Le casse pensioni elvetiche hanno archiviato il 2025 con una performance da incorniciare: rendimento medio del 6,3%, trainato da un crescente peso delle azioni nonché degli investimenti illiquidi. E il 2026, fino ad agosto, si conferma positivo con un ulteriore +5%.

Secondo uno studio pubblicato oggi dalla società di consulenza Complementa, la performance del 2025 supera di gran lunga la media ventennale del 3,6% annuo. Questo grazie alle azioni, che hanno ormai raggiunto il 34% del portafoglio, il valore più alto mai registrato. "L'allocazione in obbligazioni è scesa a un nuovo minimo storico, mentre le azioni costituiscono per il secondo anno consecutivo la quota principale degli investimenti", affermano i ricercatori.

Cresce intanto il ricorso a investimenti illiquidi - come immobili, ipoteche e alternative - che, pur offrendo rendimenti stabili, riducono la flessibilità. "Questa diversificazione non è negativa, ma comporta rischi", avvertono gli specialisti. Un'eventuale correzione del mercato immobiliare o tensioni sul debito sovrano potrebbero mettere alla prova le casse. Per questo molte di esse prevedono ora di rafforzare gli investimenti in immobili e infrastrutture della Svizzera.

Il cosiddetto "terzo contribuente" - ovvero il rendimento degli investimenti - ha fruttato alle casse 77 miliardi di franchi nel 2025, a fronte di 67 miliardi versati da datori di lavoro e dipendenti. Questi risultati eccezionali si riflettono anche sulla rivalutazione dei capitali: il tasso d'interesse medio sul patrimonio è stato del 4,3%, "il valore più alto degli ultimi 25 anni", ha sottolineato Ueli Sutter, autore dello studio, in un incontro con la stampa.

Le casse prevedono di applicare al capitale accumulato al momento del pensionamento (65 anni) un tasso di conversione medio del 5,20%. E secondo le proiezioni di Complementa, questo valore potrebbe rimanere sostanzialmente stabile nei prossimi cinque anni.

Lo studio, giunto alla 32esima edizione, si basa sui dati di 469 casse pensioni che coprono circa l'80% del patrimonio complessivo del settore.

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