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BELLINZONA

A proposito di minimetrò: facciamo chiarezza

di Brenno Martignoni Polti
A proposito di minimetrò: facciamo chiarezza
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A proposito di minimetrò: facciamo chiarezza
di Brenno Martignoni Polti

BELLINZONA - La storia, specie quella politica, è fatta di flussi e riflussi. Ieri sera, martedì 8 settembre, il servizio mandato in onda dalla RSI nell’ambito della trasmissione “Falò”, ad un certo punto, ha mostrato un’animazione con una funicolare, in movimento, verso il Castello di Montebello. Guarda caso, lo ha fatto in piena campagna per la votazione popolare del 27 settembre. In maniera assolutamente tendenziosa e inesatta, a domanda, Mario Branda, ha lasciato intendere che la vittoria dei “no”, comporterebbe l’abbandono di questa bellissima innovazione. Inducendo a credere trattarsi di automatismo nella messa in opera.

A onore del vero, per onestà e trasparenza, a questo punto, devo intervenire pubblicamente per smentire con fermezza un’evidenza che potrebbe indurre la gente a decidere su basi errate. Il 29 ottobre 2005, quale Sindaco, ebbi a dichiarare quanto qui testualmente riportato. “Sto pensando ad una mobilità diversa ed alternativa per collegare i due castelli ad Est a viale Stazione. Quando è stato inaugurato l’ascensore per il castello, si è detto che la città di Bellinzona aveva portato Castelgrande in piazza. Noi vogliamo fare lo stesso con gli altri due castelli. Da qui l'ultima idea per collegare la collina al centro storico. Non è una teleferica, non è una cremagliera ma un “Minimetrò” come quello di Perugia.”

Ne seguì subito un acceso dibattito. Con tanto di sostenitori e di detrattori della prima ora. Invero, dai contenuti non troppo generosi verso il progetto futuristico che avrebbe potuto trovare spedita realizzazione. Sia per la completa disponibilità della ditta appaltatrice sia per il fatto che il tracciato era su suolo comunale.  Continuo a ritenere che quella fu un’occasione mancata per implementare un salto di qualità alla promozione unitaria del nostro prezioso patrimonio UNESCO.

Ora, i favorevoli al messaggio, con scopi fin troppo evidenti, vorrebbero sdoganare quello che proprio non è. Il Messaggio in votazione non prevede la costruzione di un sistema meccanizzato di risalita ai Castelli. Al massimo, viene evocata - di transenna - la prospettiva di “sviluppare” e “definire”, in modalità non prioritaria, condizioni e costi di realizzazione di un collegamento tra  Viale Stazione e Montebello, chiaramente con tempi di sviluppo e approvazione più lunghi (pag. 84). Il che significa che il tutto è ancora lì da capire. I promotori del referendum proprio questo vogliono.

Mettere chiarezza sulle tempistiche e sulle trasformazioni, che verrebbero rassegnate e rese fruibili alla collettività con il pacchetto milionario di oltre CHF 19’000.000.00.È giusto che le cittadine e i cittadini siano informati in maniera leale e trasparente. Senza colpi bassi. Senza dissimulazioni. È un dovere dell’Autorità. È un diritto della gente. Della nostra democrazia diretta. Sacrosanta.

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