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ZURIGO

Alberi abbattuti e campi cancellati per costruire la nuova galleria: «Ho pianto»

Tra Zurigo e Winterthur è iniziato un maxi progetto ferroviario da 3,3 miliardi di franchi. Per i residenti, però, il prezzo da pagare è già altissimo: «Non riconosciamo più il paesaggio».
Alberi abbattuti e campi cancellati per costruire la nuova galleria: «Ho pianto»
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Fonte 20Minuten
Alberi abbattuti e campi cancellati per costruire la nuova galleria: «Ho pianto»
Tra Zurigo e Winterthur è iniziato un maxi progetto ferroviario da 3,3 miliardi di franchi. Per i residenti, però, il prezzo da pagare è già altissimo: «Non riconosciamo più il paesaggio».

ZURIGO - Quella che fino a pochi mesi fa era una vasta area di campi, alberi e sentieri tra Wangen-Brüttisellen, Dietlikon e Bassersdorf, nel Canton Zurigo, oggi assomiglia – secondo chi vive nella zona – a un «paesaggio lunare». Le FFS hanno avviato i lavori per la realizzazione del tunnel del Brüttener, parte del potenziamento della linea ferroviaria tra Zurigo e Winterthur. Un'opera da circa 3,3 miliardi di franchi che, a partire dal 2037, dovrebbe permettere di garantire un collegamento ogni 15 minuti tra le due città. Ma se per la rete ferroviaria svizzera il progetto rappresenta un investimento strategico, per molti residenti l'impatto è già difficile da accettare.

«Ho pianto quando è stato abbattuto il vecchio noce»
Per fare spazio ai cantieri sono stati abbattuti alberi e dissodati numerosi campi. L'area interessata dai lavori è enorme: grande quanto 57 campi da calcio e talmente vasta che per attraversarla in auto servono circa dieci minuti.

«Le FFS hanno trasformato tutta questa zona in un paesaggio lunare», racconta una residente. «A volte non riesco nemmeno più a riconoscere il paesaggio».

Per Maya Kiraly-Straub, 83 anni, il cambiamento è stato particolarmente doloroso. Vive da sempre in una casa a ridosso dell'area interessata dai lavori. «Ho pianto quando hanno abbattuto il nostro vecchio noce», racconta. «Questa è la casa della mia infanzia e conosco ogni filo d'erba di questa terra. Fa semplicemente male vedere cosa ne stanno facendo. Ma non si può far altro che accettarlo».

A preoccuparla non è soltanto la trasformazione del paesaggio, ma anche l'impatto sugli animali. «Da quando sono iniziati i lavori, i gatti sono completamente disorientati. Questo era il loro territorio e non capiscono cosa stia succedendo. Anche i rapaci sono scomparsi».

Quotidianità stravolta
Le conseguenze si fanno sentire anche per chi utilizzava quotidianamente quell'area. Fatin, 36 anni, e Ramona, 34, vivono a Brüttisellen e lavorano come addestratori e dog sitter. Prima dell'apertura del cantiere, raggiungevano in una decina di minuti a piedi i campi dove portavano i cani a correre. Ora l'area è inaccessibile. «A volte dobbiamo camminare per 40 minuti prima di poterli lasciare liberi», racconta Ramona. I due stanno persino valutando di trasferirsi e hanno acquistato un'auto più grande per portare i gruppi di cani in altre zone. «Non potevamo immaginare che il cantiere sarebbe stato così grande e che l'intero campo non sarebbe più stato accessibile», spiega Fatin.

Per dieci anni rumore, polvere e vibrazioni
Il cantiere accompagnerà i residenti per circa un decennio. Centinaia di persone dovranno convivere con rumore, polvere, vibrazioni e modifiche alla viabilità.

Un agricoltore che vive nelle immediate vicinanze non nasconde la sua esasperazione. «È un disastro. I cantieri arrivano proprio a ridosso di casa mia. Le vibrazioni e la polvere sono quasi insopportabili». Una volta realizzata, la galleria passerà inoltre a soli 15 metri sotto la sua abitazione.

Dal canto loro, le FFS sottolineano che gran parte dell'impatto sarà temporaneo. Nell'area dell'Eich vengono utilizzati circa 41 ettari per i due grandi cantieri necessari alla costruzione della galleria e alla gestione del materiale. «Al termine dei lavori, i cantieri verranno smantellati e i terreni agricoli ripristinati», spiega il portavoce delle FFS Reto Schärli. Anche la maggior parte delle superfici disboscate sarà rimboschita.

Non tutti, comunque, criticano la gestione del progetto. Una residente racconta di essere regolarmente informata e di avere un contatto diretto con il responsabile del cantiere. In un'occasione, le vibrazioni sono state così forti da far cadere alcuni piatti dai pensili della cucina. «Abbiamo chiesto di essere avvisati in futuro e ora funziona perfettamente», racconta. La prospettiva, tuttavia, resta quella di convivere con il maxi cantiere per i prossimi dieci anni. Un sacrificio locale per un'opera considerata strategica per l'intera rete ferroviaria nazionale. Per molti abitanti, però, è difficile guardare già così lontano: oggi, davanti ai loro occhi, ci sono soprattutto campi scomparsi, alberi abbattuti e un paesaggio che non riconoscono più.

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