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La pazza idea di un'IA “svizzera” che in Ticino sta piacendo parecchio

Se la sono inventata in quel di Zugo due giovanissimi imprenditori: «Perché ha senso? Perché così sapete esattamente dove sono i vostri dati, e che vi tutela la legge elvetica».
La pazza idea di un'IA “svizzera” che in Ticino sta piacendo parecchio
botts.ai
La pazza idea di un'IA “svizzera” che in Ticino sta piacendo parecchio
Se la sono inventata in quel di Zugo due giovanissimi imprenditori: «Perché ha senso? Perché così sapete esattamente dove sono i vostri dati, e che vi tutela la legge elvetica».

SAVOSA - Quando il lavoro da fare c'è, ed è pure tanto, ma è ripetitivo e nessuno lo vuole fare: lì si innesca il cortocircuito che finisce per “azzoppare” un'azienda, che si tratti di una start-up con grandi speranze o un colosso multimilionario con tradizioni e salde radici.

È questa l'esperienza di Claudio Berardi che, dopo il percorso di studi universitari, ha avuto l'opportunità di conoscere dall'interno alcune delle più importanti realtà finanziarie del Vecchio continente (e non solo): «In genere le aziende oggi, soprattutto quelle in crescita o espansione, non hanno tanto un problema di intelligenza o di conoscenza ma hanno un problema di lavoro ripetitivo che nessuno vuole fare e che nessuno riesce a scalare».

Una risposta, in questo senso, può arrivare dall'intelligenza artificiale: «A 26 anni (ora ne ha 27, ndr.) ho deciso di affrontare questa sfida a tempo pieno». E qui entra in scena la Svizzera, il suo socio e co-fondatore Yves Zumbühl e l'idea alla base della loro azienda zughese botts.ai, ovvero un'IA... tutta svizzera.

Non si pensa mai alla “nazionalità” di un'IA, spesso la si usa... e basta.
Conta la residenza dei dati. Quando un'azienda porta l'AI nei propri processi, dentro non passano domande generiche: passano anagrafiche clienti, listini, contratti, corrispondenza interna. Sono dati di grande valore, e la responsabilità legale resta all'azienda, non al fornitore del modello.

Uso spesso un'analogia: è come tenere la cartella con i documenti più importanti in un cassetto dentro un'azienda americana o cinese.

Non sai chi lo apre né quando, e la chiave è in mano a qualcuno che risponde a un'altra giurisdizione. Un'AI svizzera vuol dire tre cose: i dati restano su infrastruttura svizzera o europea, il contratto è vincolato dal diritto svizzero e verificabile davanti a un tribunale, e l'azienda sa sempre dove si trovano i propri dati.

Ma voi usate anche modelli come Kimi, che è cinese. Non è una contraddizione?
È il malinteso più diffuso del settore: da dove viene un modello e dove gira sono due cose diverse. Un modello è un file di parametri, addestrato una volta e poi eseguibile su qualsiasi infrastruttura nel mondo.

Kimi K3, nel nostro caso, gira su datacenter europei: verso la Cina non c'è alcun collegamento. Il vero problema sono i modelli chiusi, che siano americani o di altre origini: quelli li interroghi solo a distanza sui server del produttore, e lì il dato esce davvero.

Con i modelli a pesi aperti (così vengono chiamati i sistemi che possono essere scaricati liberamente, ndr.) - vengano dalla Cina, dalla Francia o dalla Svizzera - i dati possono restare a casa. Il modello è la ricetta, l'infrastruttura è la cucina, i dati sono gli ingredienti: un hamburger americano cucinato a Zugo con ingredienti svizzeri resta un piatto preparato a Zugo.

botts.aiClaudio (a sinistra) e Yves (a destra) nei loro uffici di Zugo.

Un altro argomento centrale, quando si parla di AI e aziende, è la questione dei costi... come vi ponete sotto questo aspetto?
Il confronto giusto non è con altri prodotti AI, ma con il costo del lavoro ripetitivo che oggi occupa le persone in azienda. Non vendiamo licenze per utente, quindi il prezzo non esplode quando l'azienda cresce.

Siamo una piattaforma unica, dalla chat semplice fino alle integrazioni profonde, anziché tre o quattro abbonamenti separati. Nelle PMI la somma dei piccoli abbonamenti costa quasi sempre più del prodotto unico. E l'agente non si limita a rispondere: si collega ai sistemi che l'azienda già usa e fa il lavoro concreto.

Avete anticipato che la vostra AI “rossocrociata” in Ticino sta piacendo, in quali settori vedete più interesse?
Ovunque ci sia molto lavoro amministrativo ripetitivo su dati sensibili e personale difficile da trovare: fiduciarie e studi legali, cure a domicilio e strutture sanitarie, assicurazioni e agenzie immobiliari, ma anche alberghi, studi medici, officine. Tutto ciò che ha un telefono che squilla sempre e nessuno... che possa rispondere!

Cosa consigliate a un'azienda ancora indecisa?
L'AI accelera quello che avete già: se i processi sono chiari, li rende più efficienti; se c'è disordine, ottenete disordine amplificato. Per questo partiamo sempre mappando come funzionano davvero i processi oggi. Il test che propongo è semplice: se una persona che non ha mai messo piede nella vostra azienda riuscisse a svolgere una vostra procedura leggendo solo la documentazione aziendale, allora avete già un ottimo caso d'uso per l'AI.

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