Nuovo direttore per l'IRE, ma la Lega polemizza: «Quale conoscenza del Ticino?»

Sei granconsiglieri della Lega dei Ticinesi interrogano il Consiglio di Stato rispetto alla nomina di Mario Padula.
BELLINZONA - È notizia di ieri. Mario Padula è il nuovo direttore dell'Istituto di ricerche economiche dell'USI. Ma non tutti sono convinti di questa scelta. Sei granconsiglieri della Lega dei Ticinesi*, con Omar Balli come primo firmatario, hanno infatti presentato un'interrogazione al Consiglio di Stato chiedendo lumi sulla conoscenza del territorio ticinese di Padula e sui criteri in base ai quali è stato selezionato.
«La presentazione dell’USI mette in evidenza le competenze del nuovo Direttore in previdenza, finanza familiare ed economia dell’invecchiamento, nonché la presidenza della COVIP italiana dal 2016 al 2023», si legge nell'interrogazione. «Il curriculum documenta inoltre un precedente incarico all’USI tra gennaio 2015 e marzo 2016. Il comunicato non specifica, tuttavia, quali esperienze direttamente riferite all’economia ticinese abbiano contribuito alla scelta, né quali criteri e procedure siano stati applicati».
L’IRE, sottolineano i parlamentari, svolge una funzione di interesse pubblico per il Cantone. «Opera anche su mandato del Dipartimento delle finanze e dell’economia e si occupa di mercato del lavoro, turismo, finanze pubbliche e dinamiche economiche regionali. La sua direzione richiede una conoscenza concreta delle imprese, dei lavoratori, delle istituzioni e delle differenti realtà territoriali ticinesi, comprese le valli. Il valore del curriculum accademico deve quindi accompagnarsi a una comprovata capacità di comprendere i problemi del territorio e di assicurare un rapporto continuativo con chi vi opera».
La pianificazione universitaria cantonale 2025–2028 indica per l’IRE un contributo cantonale di 600’000 franchi annui, insistono i leghisti. «L’interesse pubblico della presente interrogazione concerne dunque la trasparenza della nomina e l’effettiva rispondenza dell’attività dell’IRE alle esigenze cantonali e alle risorse pubbliche impiegate».
Al Consiglio di Stato vengono quindi poste le seguenti domande:
1. Quali organi hanno deciso la nomina alla direzione dell’IRE e quella a Professore? Con quali basi normative, procedure e durata degli incarichi? Si chiede di distinguere le due decisioni.
2. Quali criteri hanno determinato la scelta? Quale peso è stato attribuito alla conoscenza dell’economia ticinese, del mercato del lavoro transfrontaliero e delle istituzioni svizzere? Come sono state verificate tali competenze?
3. Quali studi, mandati, progetti o collaborazioni del Professor Padula, specificamente riferiti al Ticino, sono stati valutati? Si chiede di indicarne oggetto, periodo e committente o partner, distinguendoli dalla generale attività didattica e scientifica svolta all’USI.
4. Il Consiglio di Stato, il DECS o il DFE sono stati informati o consultati prima della nomina? Hanno espresso aspettative o valutazioni sulla conoscenza del territorio richiesta per questa funzione? Con quale esito?
5. Per la direzione dell’IRE è previsto un requisito di domicilio in Ticino? Il nuovo Direttore è domiciliato nel Cantone? In tal caso da quando? Complessivamente per quanto tempo è stato domiciliato in Ticino fra incarichi attuali e precedenti?
6. Quali sono il grado di occupazione presso l’USI, la quota di attività riservata alla direzione dell’IRE e gli obblighi di presenza effettiva nella sede di lavoro? Come vengono garantite continuità della direzione e disponibilità per gli interlocutori cantonali?
7. Il nuovo Direttore mantiene incarichi universitari, professionali o di consulenza esterni all’USI? Quali impegni temporali comportano e come ne viene verificata la compatibilità con la direzione dell’IRE?
8. Quale programma di lavoro è stato concordato per i primi due anni? Quali obiettivi riguardano salari, frontalierato, produttività delle PMI, turismo e sviluppo delle regioni periferiche? Come saranno coinvolti Comuni, Enti regionali di sviluppo e attori economici e sociali?
9. Considerato il contributo cantonale all’IRE di CHF 600’000 annui indicato nella pianificazione 2025–2028, il Consiglio di Stato ritiene ancora opportuno mantenere questo finanziamento? Quali benefici concreti per l’economia e la popolazione ticinese ne giustificano il costo?
10. Il Consiglio di Stato ritiene che le attuali condizioni poste al sostegno cantonale e ai mandati affidati all’IRE garantiscano un adeguato radicamento operativo della direzione nel territorio? Intende verificarle con l’USI e riferirne al Gran Consiglio?
11. Qual è la “composizione” dei dipendenti IRE? Quanti sono stranieri (si chiede la suddivisione in permessi G, B e C) e quanti sono cittadini svizzeri?
*Omar Balli (primo firmatario), Andrea Censi, Mauro Minotti, Stefano Quadri, Sem Genini, Raffaella Zucchetti



