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I film per gli studenti e quell'arancione che richiama i migranti

Saranno otto i titoli del Film Festival Diritti Umani Lugano 2026 che verranno mostrati agli allievi ticinesi. Presentata anche l'immagine, a cura di Salvatore Vitale
I film per gli studenti e quell'arancione che richiama i migranti
FFDUL
Fonte FFDUL
I film per gli studenti e quell'arancione che richiama i migranti
Saranno otto i titoli del Film Festival Diritti Umani Lugano 2026 che verranno mostrati agli allievi ticinesi. Presentata anche l'immagine, a cura di Salvatore Vitale

LUGANO - Dall’11 al 18 ottobre 2026 torna il Film Festival Diritti Umani Lugano (FFDUL), appuntamento che da tredici anni porta in città proiezioni, incontri e dialoghi dedicati alle grandi questioni del nostro tempo. Anche quest’anno, il festival riserva un’attenzione particolare alle scuole, con otto film in programma in orario scolastico dal 13 al 16 ottobre, alle 9 e alle 13, rivolti a studenti di scuole professionali, licei e istituti universitari.

La selezione, curata dai co-direttori Margherita Cascio e Antonio Prata insieme alla commissione interna per le scuole, propone opere provenienti da tutto il mondo, quattro delle quali in anteprima svizzera. I film affrontano temi come conflitti, migrazioni, diritti, memoria e ambiente, offrendo ai giovani spettatori nuovi punti di vista sulla realtà contemporanea. Le proiezioni saranno accompagnate da incontri con esperti e testimonianze dirette, per favorire il confronto e l’approfondimento.

Tra i titoli in programma spicca "A fox under the pink moon" di Mehrdad Oskouei, storia di una giovane artista in fuga dall’Afghanistan e poi dall’Iran, che affida allo smartphone il proprio dramma e all’arte la sua anima. "Lost land" di Akio Fujimoto segue invece il viaggio di due bambini Rohingya dal Bangladesh alla Malesia, mentre "Nyumba" di Francesco Del Grosso (anteprima svizzera) rende omaggio ai migranti scomparsi nel Mediterraneo. "One more show" di Ahmed Al Danaf e Mai Saad racconta la determinazione dei membri del Free Gaza Circus, che continuano a esibirsi per i bambini nei campi profughi.

"Domani - Il viaggio di Maysoon Majidi" (anteprima svizzera), di Vincenzo Caricari e Barbara Di Fabio, ripercorre la storia della regista e attivista curda costretta a fuggire dall’Iran, mentre "Imagine peace" di Fabian Chiquet racconta la vita della centenaria Edith Ballantyne, figura di riferimento del movimento pacifista internazionale. "The encampments" (anteprima svizzera) di Kei Pritsker e Michael T. Workman documenta l’attivismo studentesco alla Columbia University, e "Come nutrire il pianeta" di Francesco De Augustinis (anteprima svizzera) indaga il sistema alimentare globale.

L'immagine della 13esima edizione
L’identità visiva del FFDUL 2026 nasce dal progetto DEATH BY GPS di Salvatore Vitale, che esplora il rapporto tra lavoro, algoritmi e automazione nel contesto post-capitalista, con particolare attenzione alla regione sudafricana del Gauteng. L’immagine scelta, una “esplosione congelata” di oggetti elettronici obsoleti, diventa metafora di un mondo segnato da sfruttamento, disuguaglianze e conflitti. La scritta “diritti umani” appare in frantumi, ma si ricompone progressivamente, a simboleggiare il lavoro di ricostruzione e unione promosso dal festival.

Il colore arancione dell’edizione 2026 si ispira al Safety Orange dei giubbotti di salvataggio, richiamando il dramma dei migranti nel Mediterraneo, tema presente anche in alcuni film in programma.

Appuntamenti in attesa del Festival
In vista della 13esima edizione, il FFDUL propone una serie di eventi e collaborazioni. Il 12 settembre il festival sarà presente con uno stand a Mondo al Parco al Parco Ciani di Lugano, manifestazione dedicata alla solidarietà e alla cooperazione internazionale. Il 15 settembre, a Muralto, in occasione della Giornata Internazionale della Democrazia, verrà proiettato The Librarians e si terrà una tavola rotonda sull’eredità di Paulo Freire, in collaborazione con SUPSI.

Il 17 settembre, nell’ambito di Babel festival a Bellinzona, sarà presentato "A fox under the pink moon", mentre il 2 ottobre a Lugano si terrà l’Oltrefestival con musica, convivialità e proiezioni. Il 10 ottobre, al cinema Iride, in collaborazione con il FIT Festival, sarà proiettato "A Fidai Film" di Kamal Aljafari, che riflette sull’identità palestinese e la memoria attraverso un linguaggio sperimentale.

Collaborazioni e sostegno
Il FFDUL 2026, diretto da Antonio Prata e Margherita Cascio e presieduto da Roberto Pomari, è promosso dalla Fondazione Diritti Umani di Lugano e rinnova le collaborazioni con associazioni e ONG locali e internazionali. Dal 2015 il festival fa parte del network nazionale dei Film Festival e Forum sui Diritti Umani, insieme a FIFDH di Ginevra e Human Rights Film Festival Zurich, e collabora con il Festival dei Diritti Umani di Milano.

Il festival è sostenuto dalla Confederazione (DFAE), dal Cantone Ticino (DECS), dalla Città di Lugano, da LuganoRegion, da fondazioni e da numerosi enti privati. Il FFDUL è un evento senza scopo di lucro e invita il pubblico a contribuire per sostenere la realizzazione del festival. Tutte le informazioni sono disponibili su www.festivaldirittiumani.ch/sostienici.

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