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Tragedia al Ritom: «Cordoglio, ma anche rabbia»

La denuncia dell'USS: «Quest'anno sono già 4 le persone che hanno perso la via svolgendo il proprio lavoro»
Tragedia al Ritom: «Cordoglio, ma anche rabbia»
TiPress
Tragedia al Ritom: «Cordoglio, ma anche rabbia»
La denuncia dell'USS: «Quest'anno sono già 4 le persone che hanno perso la via svolgendo il proprio lavoro»

QUINTO - Anche l’Unione sindacale svizzera Ticino e Moesa ha voluto esprimere il «più profondo cordoglio» per la tragica morte dei due operai coinvolti nell’esplosione avvenuta oggi alla centrale del Ritom.

«Di fronte a una tragedia così improvvisa e dolorosa, ci stringiamo con particolare affetto ai loro familiari e alle persone a loro più vicine, così come ai colleghi di lavoro che si trovano oggi a dover affrontare la perdita di due compagni di lavoro. A tutte e tutti loro rivolgiamo la nostra più sentita solidarietà e vicinanza in questo momento di profondo dolore».

Di fronte però all’ennesima tragedia sul lavoro, però, «al cordoglio si aggiunge la rabbia». «Nel 2026 - fa notare l'USS - sono già quattro le persone che hanno perso la vita sul posto di lavoro in Ticino. Quattro vite spezzate mentre stavano svolgendo il proprio lavoro: un bilancio che non può essere considerato né accettabile né frutto di una triste fatalità».

L'USS ricorda quindi come la sicurezza sul lavoro debba essere «una priorità assoluta. Non può essere subordinata a nessuna altra considerazione o esigenza». «Ogni lavoratrice e ogni lavoratore ha il diritto di tornare a casa alla fine della propria giornata lavorativa», aggiunge.

In conclusione il monito: «Che da questa ennesima tragedia si traggano tutti gli insegnamenti necessari e che la

prevenzione degli infortuni mortali venga rafforzata concretamente».

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