Svizzera e neutralità: una scelta di libertà

Elio Del Biaggio
Il 27 settembre 2026 i cittadini svizzeri saranno chiamati a esprimersi sulla neutralità della Svizzera. Una votazione che va oltre un semplice dibattito politico o giuridico: riguarda l’identità stessa del nostro Paese e il ruolo che la Svizzera vuole continuare ad avere nel mondo.
La neutralità è preziosa: è parte della nostra storia, della nostra identità e della nostra credibilità internazionale. Per generazioni ha contribuito a tenere la Svizzera lontana dai grandi conflitti che hanno insanguinato l’Europa, permettendole di rimanere un Paese stabile, indipendente e capace di dialogare con tutti.
Essere neutrali non significa essere indifferenti a ciò che accade nel mondo, né significa voltarsi dall’altra parte di fronte alle ingiustizie. Significa, piuttosto, poter mantenere una propria posizione, senza essere automaticamente coinvolti nelle contrapposizioni e nelle alleanze militari degli altri.
Negli ultimi anni, tuttavia, la nostra neutralità è stata sottoposta a nuove pressioni. La crescente collaborazione con la NATO e il progressivo avvicinamento alle strategie geopolitiche di altri Paesi hanno alimentato una domanda legittima: vogliamo continuare a essere una Svizzera autonoma nelle proprie decisioni oppure accettare, passo dopo passo, di diventare parte di schieramenti che non ci appartengono?
La neutralità ci ha protetti e continua a proteggerci. È una forma di sicurezza che non passa necessariamente dalla contrapposizione, ma dalla capacità di non diventare parte del problema. In un mondo sempre più diviso, mantenere una posizione indipendente può essere una forza, non una debolezza.
E allora la domanda del 27 settembre 2026 è anche questa: vogliamo conservare ciò che per decenni ha contribuito alla nostra sicurezza, alla nostra stabilità e alla nostra indipendenza?
Se vogliamo continuare a proteggere la Svizzera senza dover necessariamente arrivare a difenderla dentro i conflitti degli altri, se vogliamo mantenere la nostra libertà di scelta e non svendere, poco alla volta, una parte della nostra autonomia all’Europa, alla NATO o a qualsiasi altro schieramento, allora la risposta deve essere chiara.
Votare un SÌ forte e convinto il prossimo 27 settembre significa affermare una visione di Svizzera libera, indipendente e sovrana. Significa difendere un principio che ha contribuito alla stabilità e alla prosperità del nostro Paese e che continua a rappresentare un elemento distintivo della nostra identità nazionale.
Perché la neutralità non è un retaggio del passato da archiviare, ma un patrimonio prezioso da custodire. Se ha contribuito a proteggere la Svizzera fino a oggi, abbiamo il dovere di preservarla anche per il domani e di consegnarla intatta alle generazioni future.



