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LORENZO QUADRI

Neutralità fa rima con prosperità

Lorenzo Quadri, consigliere nazionale Lega dei Ticinesi
Neutralità fa rima con prosperità
Lorenzo Quadri
Neutralità fa rima con prosperità
Lorenzo Quadri, consigliere nazionale Lega dei Ticinesi

La neutralità della Svizzera non è una questione di destra o di sinistra. E non è nemmeno una formula da adattare alle situazioni contingenti. Il prossimo 27 settembre, con l’iniziativa sulla neutralità, i cittadini saranno chiamati a decidere quale dovrà essere la linea del futuro: la neutralità permanente e armata, che ha contribuito a rendere il nostro Paese prospero, sicuro e aperto al mondo, deve continuare a esistere?

Gli oppositori più esagitati dell’iniziativa sono quelli che vorrebbero dissolvere la Svizzera nell’Unione europea. Non è un caso. La neutralità rappresenta un ostacolo sulla strada della sottomissione all’UE. Perché la neutralità è uno dei pilastri del modello svizzero, assieme alla democrazia diretta, al federalismo, all’indipendenza e al principio di milizia. Grazie alla neutralità, la Svizzera è diventata una piattaforma privilegiata per il dialogo e la mediazione internazionale. Anche sul piano economico, la neutralità ci permette di diversificare le relazioni e di renderci, di conseguenza, meno ricattabili. Per noi diversificare è una priorità. Dobbiamo ridurre la dipendenza dall’UE.

La neutralità, però, per essere credibile, deve essere coerente. Non può funzionare a geometria variabile, applicata quando fa comodo e accantonata quando arrivano pressioni dall’estero. Non è una via comoda: richiede schiena dritta e capacità di resistenza.

Proprio per questo, è assurda l’accusa secondo cui neutralità significherebbe isolamento. È vero il contrario: il nostro è uno dei Paesi più aperti al mondo. La neutralità ci consente di parlare (e di relazionarci economicamente) con tutti, di mediare e di svolgere un ruolo che una Svizzera schierata perderebbe inevitabilmente.

Il 27 settembre decideremo se vogliamo continuare a determinare in autonomia la nostra politica di sicurezza, oppure se intendiamo delegare tutto a Bruxelles e alla NATO.

Neutralità, sovranità e indipendenza vanno di pari passo. Rinunciare alla prima significa mettere in discussione anche le altre due.

Per questo il 27 settembre serve un Sì all’iniziativa sulla neutralità.

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