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US Open, è guerra alle influencer: «Rispettate il tennis»

Luci, pose e video durante le partite fanno infuriare i giocatori: Osaka e Pegula criticano i comportamenti sugli spalti. E la USTA ha già revocato due accrediti.
US Open, è guerra alle influencer: «Rispettate il tennis»
Instagram/ isabella.lauren
US Open, è guerra alle influencer: «Rispettate il tennis»
Luci, pose e video durante le partite fanno infuriare i giocatori: Osaka e Pegula criticano i comportamenti sugli spalti. E la USTA ha già revocato due accrediti.
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NEW YORK - Luci ad anello, pose, servizi fotografici e video per i social. Agli US Open i content creator sono sempre più protagonisti, ma la loro presenza comincia a creare qualche malumore. L'obiettivo degli organizzatori è chiaro: raggiungere un pubblico più ampio e avvicinare nuove generazioni al tennis. Il problema è quando la ricerca del contenuto finisce per interferire con il gioco.

È successo già durante il match d'esordio tra Naomi Osaka e Anastasia Zakharova. Mentre la giapponese era pronta a servire sul punteggio di parità, un gruppo di influencer in una loggia ha iniziato un vero e proprio servizio fotografico, spostandosi, posando e utilizzando una luce particolarmente intensa. Il giudice di sedia Kader Nouni è stato così costretto a interrompere il gioco e a invitare il gruppo a sedersi.

«Quando si va a un evento sportivo, bisogna rispettare lo sport», ha commentato Osaka. La giapponese non boccia però la presenza degli influencer, riconoscendo il loro potenziale nel rendere il tennis più popolare. A una condizione: che la loro presenza venga «gestita molto meglio». Sulla stessa linea anche Jessica Pegula. La statunitense comprende la scelta degli organizzatori di puntare sui content creator, ma ritiene «un po' irrispettoso» che la produzione di contenuti finisca per disturbare i professionisti durante le partite.

E il fenomeno è in forte crescita. Quest'anno la USTA ha concesso quasi 100 accrediti ai content creator, contro i 54 del 2025. Ma non tutti sono riusciti a rimanere all'interno dell'impianto. È il caso di Meg Radice e Audrey Jongens, dell'account Instagram The VIP List. Alle due statunitensi è stato revocato l'accesso dopo circa due ore, ancora prima dell'inizio delle partite.

A raccontare l'accaduto sono state le stesse creator in un video. Secondo la loro versione, il provvedimento sarebbe arrivato dopo la pubblicazione di una fotografia dei loro badge di accesso. Le due hanno quindi manifestato pubblicamente il proprio disappunto per la decisione. Gli US Open, insomma, puntano sempre più sui creator per raccontare il torneo. Ma tra like, follower e contenuti da pubblicare, resta una regola non scritta che anche i social non possono cancellare: quando si gioca, a comandare deve essere il tennis.

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