«Sanzioni contro i coloni israeliani violenti»

Una mozione parlamentare chiede alla Svizzera di allinearsi alle sanzioni UE contro individui e organizzazioni accusati di violenze sistematiche in Cisgiordania.
BERNA - Riprendere le sanzioni decise dall'Unione europea «contro i coloni israeliani estremisti e le organizzazioni che li sostengono», indicati come responsabili di gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani dei palestinesi in Cisgiordania. È quanto chiede al Consiglio federale una mozione depositata da Giorgio Fonio insieme a Jean Tschopp e Fabian Molina (PS), Simone Gianini e Laurent Wehrli (PLR) e Vincent Maitre (Centro).
Nel testo i firmatari chiedono alla Svizzera di adottare le misure decise dal Consiglio dell'UE il 28 maggio 2026. Le sanzioni comprendono, secondo la mozione, il congelamento dei beni delle persone e delle entità interessate, il divieto di ingresso e di viaggio nell'Unione europea e il divieto di mettere fondi a loro disposizione.
A sostegno della richiesta, i firmatari citano dati dell'ONU secondo cui «l'accelerazione dell'espansione illegale delle colonie e i processi di annessione in corso» avrebbero già provocato lo sfollamento forzato di oltre 36'000 palestinesi in Cisgiordania, in un quadro definito di «drastica escalation della violenza».
La mozione richiama inoltre gli obiettivi della politica estera della Confederazione, tra cui la coesistenza pacifica tra i popoli e il sostegno alle popolazioni in difficoltà. Secondo i firmatari, anche il ruolo della Svizzera quale Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra rende essenziale un suo intervento a protezione della popolazione civile.
Infine viene tracciato un parallelismo con la decisione svizzera di riprendere le sanzioni europee contro la Russia dopo l'invasione dell'Ucraina. Per i firmatari sarebbe quindi coerente adottare anche quelle contro i coloni israeliani violenti in Cisgiordania e le organizzazioni che li sostengono, che a loro giudizio «compromettono ogni ricerca di una soluzione pacifica».



