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«Non sono preoccupato per il Lugano»

Sébastien Reuille ha commentato le prime due settimane di campionato: «Le prossime due partite saranno molto importanti per il Lugano...»
«Non sono preoccupato per il Lugano»
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«Non sono preoccupato per il Lugano»
Sébastien Reuille ha commentato le prime due settimane di campionato: «Le prossime due partite saranno molto importanti per il Lugano...»
L'Ambrì tornerà in pista già questa sera alla Gottardo Arena per affrontare il Langnau (ore 20)
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LUGANO/AMBRÌ - Il derby vinto dall'Ambrì, il crollo di un Lugano ultimo in classifica a Langnau e i casi Pestoni e Morini. Sono trascorse solo due settimane di campionato, ma in Ticino c'è già molta carne al fuoco. «Cominciamo col dire che non esistono più sfide facili... - è intervenuto l'ex guerriero dell'HCL Sébastien Reuille - In passato, quando giocavo io, c'erano partite un po' più semplici delle altre Oggi, invece, non è più così. Fortunatamente, mi vien da dire, perché così ne guadagna lo spettacolo...».

Derby perso e clamorosa sconfitta in rimonta a Langnau: cosa sta succedendo a Lugano?
«Il Lugano è crollato sui piccoli errori... Anzitutto, però, mi preme ricordare che il Langnau non è da sottovalutare: già sabato aveva costretto il Friborgo al supplementare. Siamo solo a inizio stagione e personalmente non sono preoccupato per il Lugano. È chiaro che è meglio fare punti sin dall'inizio piuttosto che rincorrere per tutta la stagione... Nell'hockey si dice spesso che il 3-0 e il 3-1 sono i peggiori vantaggi, perché basta incassare uno o due gol per cominciare a panicare. Talvolta è meglio essere avanti 1-0, perché rimani sul pezzo e non cambi il tuo modo di giocare... Di queste situazioni in carriera ne ho vissute tantissime. È una questione mentale, su cui bisogna lavorare in vista delle prossime partite».

Dunque, non sei preoccupato per il Lugano?
«Secondo me, una volta che il Lugano vincerà un paio di partite di fila, cambierà tutto. Spesso è proprio questione di fare clic. Urge però lavorare su due aspetti in particolare: sul powerplay, che fin qui non ha funzionato, e sull'aspetto mentale, perché quando sei avanti 3-0 devi assolutamente portarla a casa. Ad ogni modo, ripeto, non sono preoccupato... Se guardiamo la classifica, vincendo le due partite mancanti il Lugano sarebbe nei playoff. Ecco, contro Rapperswil e Ajoie (le prossime sfide, ndr) bisogna fare punti, altrimenti qualche dubbio comincerebbe seriamente a entrare nella testa dei giocatori».

Ti sta stupendo il fatto che Giovanni Morini non trovi spazio in questo Lugano?
«In questo momento, soprattutto a livello di grinta al Lugano manca uno come Morini, un giocatore che non si tira mai indietro quando c'è da bloccare un tiro o fare un check. Però bisogna sempre valutare il tutto... Chi tiri fuori? Un Bertaggia che sta segnando praticamente in tutte le partite? Un Tanner che sta giocando bene? Personalmente, io ho fatto il 13esimo attaccante negli ultimi anni della mia carriera ed è un ruolo che ho accettato. Vi dirò, a volte giochi di più assumendo quel tipo di ruolo piuttosto che in quarta linea, perché entri quando uno si fa male o quando qualcuno prende una penalità di partita. Ero un po' il jolly della squadra, ma è una "posizione" che bisogna accettare evidentemente perché mentalmente è meglio essere nei 12 attaccanti».

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Cosa ci dici dell'Ambrì?
«Hanno creato una squadra interessante secondo me, con stranieri che girano alla grande e questo ti aiuta in questo campionato. Prendiamo l'Ajoie, l'anno scorso ha perso un sacco di partite per un gol di scarto mentre in questo avvio di stagione - con degli import che fanno la differenza - il vento è cambiato. Lo stesso discorso secondo me vale per l'Ambrì, che sta sfruttando questo aspetto per andare a prendere punti un po' ovunque. Järventie è un giocatore incredibile... In generale comunque, la nuova struttura dell'HCAP mi piace un sacco. Sono molto contento per Davide Mottis, che era il mio presidente ai Ticino Rockets e con cui siamo rimasti in ottimi rapporti, il nuovo CEO Ivan Fanconi e Lars Weibel».

Se a Lugano c'è il caso Morini a tenere banco, in Leventina c'è un Pestoni che continua a guardare le partite da casa...
«Per sfruttare appieno le sue qualità Pestoni è un giocatore che deve giocare nelle prime due linee. La domanda è: in questo momento c'è spazio per lui? Tapola in questo caso preferisce mettere un giovane a ricoprire questo ruolo, è una questione di scelte... A volte gli allenatori danno la precedenza a un giovane che poi il club ha la possibilità di sviluppare. Quando arrivi a una certa età, devi accettare queste situazioni. Non solo nell'hockey, questa è la realtà dello sport: c'è un inizio e una fine... Con questo non dico che Inti abbia concluso la sua carriera, ma spesso i club danno la precedenza a un giovane. Starà a Inti dimostrare all'allenatore che c'è una bella differenza fra un 35enne con esperienza rispetto a un 20enne. E, sono sicuro, che l'occasione per lui arriverà presto...».

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