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Conti in profondo rosso anche nel 2027

Il Preventivo cantonale presenta un deficit di 98.5 milioni di franchi. Carobbio: «Situazione finanziaria strutturalmente fragile»
Conti in profondo rosso anche nel 2027
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Conti in profondo rosso anche nel 2027
Il Preventivo cantonale presenta un deficit di 98.5 milioni di franchi. Carobbio: «Situazione finanziaria strutturalmente fragile»

BELLINZONA - I conti restano nelle cifre rosse. Profondamente rosse. Il Consiglio di Stato ticinese ha presentato questa mattina il preventivo 2027 che prevede un disavanzo d'esercizio pari a 98.5 milioni di franchi, rispettando quindi il limite massimo ammissibile dal vincolo del freno ai disavanzi. Alla fine del prossimo anno il debito pubblico potrebbe superare l’importo di 3 miliardi.

Carobbio: «Situazione finanziaria fragile»
Per Marina Carobbio, l’ultimo preventivo della legislatura rappresenta «un’occasione per guardare al percorso compiuto». In questi anni, ha ricordato la presidente del Consiglio di Stato durante la conferenza stampa, il Governo ha proposto misure di riequilibrio per 237 milioni di franchi. «Si tratta in larga parte di interventi strutturali, i cui effetti si vedranno anche negli anni a venire, e che hanno interessato tutti i Dipartimenti e tutti i settori dell’Amministrazione cantonale».

Di fronte alla difficile situazione finanziaria, ha sottolineato Carobbio, il Governo ha cercato di intervenire «facendo fronte alle necessità senza compromettere servizi e prestazioni ai cittadini». Alcune delle misure proposte non hanno tuttavia «ottenuto l’approvazione del Parlamento, mentre altre decisioni, adottate a livello popolare o federale, rendono sempre più complesso riuscire a far quadrare i conti».

«La situazione finanziaria del nostro Cantone rimane strutturalmente fragile», ha affermato la consigliera di Stato, sottolineando però che «i bisogni della popolazione sono reali». Per questo, ha aggiunto, i problemi delle finanze cantonali «non possono essere risolti in una legislatura e non possono essere risolti solo con il contenimento della spesa pubblica».

Secondo Carobbio, sarà quindi necessario che «tutti facciano la propria parte». Senza una riflessione anche sul fronte delle entrate, ha avvertito, nei prossimi anni si rischia di «compromettere la qualità e la quantità dei servizi» offerti dal Cantone.

Vitta: «Riforma EFAS, Berna ha stimato un costo cinque volte inferiore»
Le prospettive restano poco incoraggianti: il piano finanziario calcola cifre in rosso fino a 460 milioni nel 2030. Per gli ultimi due anni. Per il direttore del Dipartimento delle finanze e dell'economia Christian Vitta, le misure adottate nel corso dell’attuale legislatura hanno permesso di ridurre il disavanzo e rappresentano «uno sforzo per cercare di riportare in pareggio i conti». Il consigliere di Stato ha però avvertito che il lavoro sul risanamento delle finanze cantonali non è concluso: «Nei prossimi quattro anni ulteriori sforzi andranno fatti».

A pesare negativamente sui conti cantonali nei prossimi anni, ha spiegato Vitta, saranno diversi fattori. Tra questi ha citato le due iniziative popolari sui premi di cassa malati, l’abolizione del valore locativo, il pacchetto di riequilibrio finanziario della Confederazione e la riforma EFAS.

Proprio quest’ultima, secondo Vitta, rappresenta un esempio significativo dello scarto tra le stime iniziali e l’impatto previsto sul Cantone. «Quando siamo andati in votazione popolare, Berna stimava un costo relativo alla riforma EFAS di una ventina di milioni di franchi; qui stiamo parlando di cinque volte tanto», ha sottolineato.

Repubblica e Cantone Ticino

I conti e le misure
Con i conti, il governo ha inoltre presentato misure di contenimento per un totale di 47.04 milioni di franchi, di cui 40.04 di competenza dell'esecutivo stesso e i restanti 7 milioni di competenza del Parlamento. Si tratta di misure che interessano sia le spese che le entrate e, sottolinea il consiglio di Stato nel messaggio, «in questo contesto è importante che un eventuale scostamento rispetto alle proposte contenute nel preventivo sia compensato con misure di pari importo così da garantire e confermare il percorso di riequilibrio intrapreso».

Detto questo, i dati finanziari indicano, come viene sottolineato anche nella lunga introduzione al messaggio governativo, chiaramente la necessità di elaborare all’inizio della prossima legislatura un piano di riequilibrio finanziario articolato su più anni.

E anche in questo caso «occorrerà intervenire sulle spese e, allo stesso tempo, fare una riflessione dal lato delle entrate nonché verificare i possibili interventi nell’ambito delle relazioni finanziarie sia con la Confederazione sia con i Comuni. Il piano di riequilibrio dovrà giocoforza contemplare ulteriori misure strutturali che toccheranno anche delle prestazioni ora fornite dal Cantone e richiederanno anche riforme settoriali».

«Disavanzo non sostenibile»
Le proiezioni dell'attuale Piano finanziario ─ aggiornato dopo l'approvazione delle iniziative cantonali sui premi di cassa malati e delle riforme federali, in primis EFAS e l'imposizione del valore locativo ─ stimano, «con un primo e coordinato intervento sulle spese», di riuscire a contenere il disavanzo «al di sotto dei 500 milioni». Un livello «comunque non sostenibile».

Sull'arco della corrente legislatura, che tramonterà la prossima primavera, le misure per correggere le tendenze dei preventivi hanno, nel complesso, raggiunto i 240 milioni di franchi. Disavanzi che in sede di consuntivo, dopo il pareggio del 2022, sono in seguito stati limitati.

Per le finanze cantonali si prospetta quindi all'orizzonte una «sfida impegnativa ma necessaria per poter guardare al futuro con sufficienti margini di manovra finanziari per poter rispondere alle necessità della popolazione».

Spese ed entrate
Nel dettaglio, nell’ambito delle spese di trasferimento, i principali scostamenti riguardano i contributi per la partecipazione al premo dell’assicurazione malattia per cui è previsto un aumento di 69.5 milioni e le prestazioni complementari AVS/AI che crescono di 17.5 milioni. I contributi cantonali per le ospedalizzazioni aumentano nel complesso di 7.6 milioni di franchi, suddivisi tra un incremento di 3 milioni per le cure in Cantone (che raggiungono 393.7 milioni) e di 4.6 milioni per i trattamenti fuori Cantone (attestatisi a 35 milioni).

I ricavi correnti registrano a loro volta un incremento complessivo di 106.9 milioni di franchi (+2.6%) rispetto al preventivo 2026.

Il fattore di crescita principale sul fronte delle entrate rispetto al preventivo 2026 è rappresentato dalle regalie e concessioni, che aumentano di 54 milioni di franchi (per un totale di 181.9 milioni) grazie all'inserimento prudenziale a bilancio, così come previsto a piano finanziario, di due quote di utili della Banca Nazionale Svizzera (BNS), confortato anche dai risultati finanziari positivi conseguiti dalla BNS nel primo semestre dell'anno. Un ulteriore apporto deriva dall'andamento dei ricavi da trasferimento (+32.9 milioni, pari al +2.6%). Questa dinamica positiva è trainata principalmente dall'incremento di 27.7 milioni di franchi delle quote di ricavo, spinte in particolare da un aumento di 16 milioni della quota IFD dell'anno corrente e da ulteriori 10 milioni di quote di recupero su esercizi passati già liquidati.

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