Nel negozio in Viale Stazione con il coltello, resterà nel foyer

Lo ha decretato il Tribunale Penale Federale, confermando quanto già richiesto dalla Procura federale. Malgrado il grido «Allahù Akbar» è stato escluso il movente terroristico.
BELLINZONA - Niente carcere, ma resterà nel foyer di cura dove è già ricoverata la 37enne che il 30 gennaio di quest'anno aveva minacciato i dipendenti di un negozio di telefonia di Bellinzona, urlando anche «Allahù Akbar».
A confermare quanto già richiesto dalla Procura federale ad agosto, è stato oggi anche il Tribunale penale federale di Bellinzona come riferito da diversi media ticinesi, tra cui anche la RSI.
Secondo la perizia psicologica, la donna «non era in grado di comprendere le proprie azioni né di comportarsi di conseguenza».
Le indagini, aveva sempre evidenziato la Procura, «non hanno fornito elementi a sostegno dell’ipotesi che la donna abbia partecipato a un’organizzazione terroristica o le abbia fornito sostegno». L'ipotesi in questione non ha trovato riscontro nemmeno in aula.




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