Un buco nel guanto da moto gli costa l'esame: «È abuso di potere»

La storia di un giovane vodese, bocciato a causa del suo equipaggiamento. Le regole sulla questione sono però tutt'altro che chiare.
GROS-DE-VAUD - Un buco di tre centimetri in un guanto da moto è bastato per interrompere l’esame di Dylan, un giovane residente nel Canton Vaud.
Il candidato alla patente A1, nonostante fosse equipaggiato dalla testa ai piedi, è stato rimandato a casa dall’esperto della Sezione della circolazione.
«È un abuso di potere!»
Dal 1° marzo 2025, i candidati all’esame pratico di moto devono indossare un equipaggiamento completo omologato. Le regole, tuttavia, non stabiliscono una soglia precisa per eventuali danni a guanti o giacche, spetta quindi all’esperto valutare se il materiale sia ancora in grado di garantire un’adeguata protezione.
La Sezione della circolazione ricorda che le mani sono particolarmente esposte in caso di caduta e assicura di voler applicare criteri coerenti in tutte le sue sedi. Un margine di valutazione che il padre del candidato fatica però ad accettare: «È un abuso di potere!», ha dichiarato.
Il casco, unico obbligo fuori dall'esame
L’episodio mette in luce anche una particolarità della formazione motociclistica. Al di fuori dell’esame, infatti, solo il casco è obbligatorio e chi possiede una patente provvisoria può circolare da solo. Dylan, per esempio, aveva già percorso 6500 chilometri in scooter per recarsi al suo apprendistato.



