Gobbi torna a parlare di Zali: «È caduta davvero la fiducia»

Il consigliere di Stato ha nuovamente sottolineato che nella mail che ha ricevuto nel 2021 dalla 52enne morta a Melide «non si parlava assolutamente di reati sessuali».
Il consigliere di Stato ha nuovamente sottolineato che nella mail che ha ricevuto nel 2021 dalla 52enne morta a Melide «non si parlava assolutamente di reati sessuali».
BELLINZONA - Dopo la bufera scatenata dal caso Claudio Zali, il consigliere di Stato Norman Gobbi prova nuovamente a fare chiarezza. E lo fa in un'intervista rilasciata a Teleticino.
Il leghista ha innanzitutto tenuto a ribadire, in riferimento ai messaggi a lui inviati nel 2021 dalla 52enne morta a Melide, che «nelle mail che ho ricevuto non si parlava assolutamente di reati sessuali». E ha spiegato perché allora aveva scelto di non segnalare la questione. «In tutte le comunicazioni che ho ricevuto a inizio e a fine settembre era detto che già il Ministero pubblico se ne stava occupando. Quindi, a ben ragione, ho tolto le mani da ulteriori approfondimenti».
Gobbi si è quindi espresso sullo scandalo scoppiato negli ultimi due mesi, partito dalle registrazioni in cui Zali faceva riferimento a comportamenti violenti e poi allargatosi a macchia d'olio.
«L'aspetto che ha fatto più male a me e a tutto il Governo è stato il fatto poi di venire a sapere che una nuova inchiesta penale fosse stata aperta senza che Zali ce lo dicesse: lì è caduta davvero la fiducia».
E, riguardo alle registrazioni audio pubblicate sui social dalla donna: «Non sono cose in cui io mi rispecchio dal punto di vista della violenza: non fanno parte del mio mondo».





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