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LUGANO

Il nuovo marciapiede di Viganello divide: «Gli anziani rischiano di cadere»

Il passaggio pedonale non è stato ripristinato. Il Municipio: «Era necessario adeguare la zona alle norme federali». Ma tra i commercianti cresce il malcontento: «La gente continua ad attraversare dove lo ha sempre fatto»
Il nuovo marciapiede di Viganello divide: «Gli anziani rischiano di cadere»
Il nuovo marciapiede di Viganello divide: «Gli anziani rischiano di cadere»
foto lettore tio.ch
Il nuovo marciapiede di Viganello divide: «Gli anziani rischiano di cadere»
Il passaggio pedonale non è stato ripristinato. Il Municipio: «Era necessario adeguare la zona alle norme federali». Ma tra i commercianti cresce il malcontento: «La gente continua ad attraversare dove lo ha sempre fatto»

LUGANO - Prima ci sono stati i lavori con un nuovo marciapiede e la soppressione del passaggio pedonale. Poi è arrivata l'interrogazione (Cristian Canuti, La Sinistra) e l'interpellanza del gruppo Avanti con Ticino&Lavoro che criticavano il "marciapiede con le ondulazioni che rendono impossibile salire e scendere". Quindi le risposte del Municipio con le precise spiegazioni.

E venerdì invece il fattaccio: un anziano attraversando la strada dal nuovo marciapiede alla fermata La Santa di Viganellio è caduto a terra.A lavori ormai eseguiti, tra commercianti e abitanti della zona rimangono perplessità sia sull'eliminazione del  passaggio pedonale che per decenni ha permesso di attraversare la strada all’altezza della fermata dell’autobus, proprio davanti alle attività commerciali del quartiere, sia per il doppio cordone del marciapiede non facile per gli anziani.Stando a quanto hanno raccontato i negozianti della zona, La caduta di venerdì non sarebbe un fatto isolato.

«Chi ha fatto questi lavori non conosce la storia del centro di Viganello», racconta un commerciante. «Sono cinquant’anni che c’erano quelle strisce pedonali, a quel passaggio pedonale. Tutta la gente che abita qui è abituata ad attraversare la strada in quella parte».Il nodo, secondo i negozianti, riguarda proprio il nuovo dislivello del marciapiede e il fatto che il passaggio utilizzato per decenni non sia più disponibile.

«È mai possibile che i bus non fossero in grado di abbassarsi ulteriormente per permettere alla gente di scendere, anziché costruire un marciapiede del genere?», si domanda il commerciante.Un altro negoziante riferisce di numerose lamentele, in particolare da parte delle persone anziane. «Abbiamo assistito un’altra signora anziana che ha avuto problemi ed è quasi caduta a terra nel tentativo di attraversare la strada. Non è finita come l'anziano di venerdì, ma poco ci mancava», racconta.

La questione era già arrivata sul tavolo del Municipio
Le perplessità sulla nuova sistemazione non sono però nate con la conclusione dei lavori. Già nel giugno scorso il consigliere comunale Cristiano Canuti, La Sinistra, aveva presentato un’interrogazione al Municipio di Lugano proprio sulla situazione alla Santa. Canuti aveva segnalato come, durante i lavori, il passaggio pedonale fosse stato sbarrato e aveva evidenziato le difficoltà per gli anziani che, nonostante le transenne, continuavano a utilizzare un attraversamento che frequentavano da decenni.

Nell’interrogazione il consigliere aveva inoltre posto l’attenzione sul nuovo tratto di marciapiede, rialzato rispetto alla precedente configurazione, chiedendo come sarebbe stato possibile renderlo nuovamente fruibile da anziani e persone in carrozzina.Anche Avanti con Ticino&Lavoro ha presentato un'interpellanza parlando di "pianificazione poco efficiente". Una delle domande centrali posta da Canuti era molto precisa: una volta conclusi i lavori, il passaggio pedonale sarebbe stato ripristinato? La risposta del Municipio era stata altrettanto chiara: no, il passaggio non sarebbe stato ripristinato.

«Un adeguamento imposto dalla legge»
Nella sua risposta, il Municipio aveva spiegato che la progettazione aveva preso in considerazione «nel suo insieme» l’assetto della strada, valutando le esigenze di sicurezza, accessibilità e trasporto pubblico.Nel raggio di circa 50 metri dal passaggio soppresso, aveva spiegato l’esecutivo cittadino, si trovavano tre attraversamenti pedonali da adeguare alle norme vigenti e due fermate dell’autobus da rendere conformi alle prescrizioni federali sull’accessibilità per le persone con disabilità.Secondo il Municipio, dunque, gli interventi non erano una scelta facoltativa, ma un adeguamento imposto dalla legge.

A complicare ulteriormente la situazione vi era poi una delle fermate, situata in corrispondenza di un accesso privato. Una configurazione che, secondo il Municipio, poteva creare problemi sia agli utenti in attesa dell’autobus sia ai proprietari dell’accesso.La soluzione adottata ha quindi comportato la soppressione del passaggio pedonale alla Santa, ma, nelle intenzioni del Municipio, avrebbe consentito di mettere a norma gli altri attraversamenti e adeguare le fermate alle disposizioni federali. Il Municipio aveva inoltre sottolineato che i due passaggi pedonali più vicini si trovano a circa 50 e 55 metri da quello eliminato.

Quello in direzione di Lugano, in particolare, dovrebbe essere reso più sicuro attraverso la realizzazione di un’isola centrale tra le due corsie di marcia, permettendo ai pedoni di attraversare la strada in due fasi.Proprio questi attraversamenti, secondo la risposta del Municipio, dovrebbero garantire anche la mobilità delle persone anziane, delle persone con disabilità e di chi utilizza una carrozzina.

Spiegazioni che non fanno una piega e che vanno a braccetto con esigenze conformi alle prescrizioni e più sicure sotto il profilo progettuale, ma che poco si sposano con le abitudini quotidiane di chi vive e lavora nel quartiere.Per chi frequenta la zona da decenni, quei pochi metri rappresentavano infatti un punto naturale di attraversamento, direttamente collegato alle attività commerciali e alla fermata del bus.


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