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Caso Zali, ora parla Norman Gobbi

Il consigliere di Stato leghista prende la parola per fare chiarezza «con piena trasparenza» sulla questione della 52enne che lo aveva contattato nel 2021.
Caso Zali, ora parla Norman Gobbi
Ti-Press / Francesca Agosta
Caso Zali, ora parla Norman Gobbi
Il consigliere di Stato leghista prende la parola per fare chiarezza «con piena trasparenza» sulla questione della 52enne che lo aveva contattato nel 2021.

«Insinuazioni», quelle pubblicate sulle pagine della Regione, relative all'ormai quasi ex-collega Claudio Zali che ha portato Norman Gobbi a voler dire la sua, attraverso una mail inviata agli organi di stampa.

Una precisazione, quella del consigliere di Stato leghista, fatta «con piena trasparenza» e volta a mettere i puntini sulle i «riguardo alle informazioni di cui ero a conoscenza nel 2021 in relazione alla signora 52enne tragicamente deceduta a Melide».

Prima un DM, poi un'email
La donna, stando a Gobbi, lo avrebbe contattato all'inizio di settembre 2021 «tramite messaggio privato sui social media, informandomi che aveva sporto denuncia penale nei confronti del collega, senza specificare la natura dei fatti». Secondo il leghista «la questione risultava pertanto già sottoposta all’autorità giudiziaria competente».

Un secondo contatto avviene alla fine dello stesso mese attraverso una mail, «nella quale mi chiedeva di intervenire presso il collega affinché le porgesse scuse scritte. La signora riferiva inoltre in quella e-mail di aver informato anche il quotidiano laRegione e manifestava l’intenzione di rendere pubbliche le informazioni relative a quanto accaduto tra lei e il collega, senza precisare quali fatti fossero».

In entrambe le comunicazioni, continua la nota «non si faceva in alcun modo riferimento alla possibile commissione di reati di natura sessuale, cioè reati perseguibili d’ufficio».

La discussione in seno alla Lega
In seguito la questione era stata discussa all'interno della Lega, interpellando anche lo stesso Zali, «il quale aveva escluso la sussistenza di fatti rilevanti e ricondotto la vicenda a dinamiche attinenti alla propria sfera privata».

I sopracitati contatti, conferma Gobbi, sono stati gli unici: «non mi sono giunte altre segnalazioni, né mi è mai pervenuta alcuna comunicazione da parte dell’autorità giudiziaria competente che potesse indicare la pendenza di procedimenti in relazione ai fatti richiamati».

«Contesto quella ricostruzione»
«Contesto fermamente le ricostruzioni recentemente pubblicate e ribadisco che le informazioni da me ricevute nel 2021 non contenevano alcun elemento che potesse far ipotizzare la commissione di reati di natura sessuale o comunque perseguibili d’ufficio. Sottolineo che la signora mi aveva già informato di aver segnalato questi fatti all’autorità giudiziaria competente. Questa precisazione è necessaria affinché quanto effettivamente portato a mia conoscenza all’epoca sia rappresentato in modo corretto e fedele», conclude Gobbi.

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