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Donne delle pulizie: «In Ticino registrati la metà dei Permessi G di tutta la Svizzera»

L'identikit del collaboratore domestico-tipo (e in regola) del nostro cantone: donna e di nazionalità italiana. Il motivo di questa «curiosa eccezione» a livello nazionale? C'entra l'età avanzata della popolazione.
Donne delle pulizie: «In Ticino registrati la metà dei Permessi G di tutta la Svizzera»
Depositphotos (tab62)
Donne delle pulizie: «In Ticino registrati la metà dei Permessi G di tutta la Svizzera»
L'identikit del collaboratore domestico-tipo (e in regola) del nostro cantone: donna e di nazionalità italiana. Il motivo di questa «curiosa eccezione» a livello nazionale? C'entra l'età avanzata della popolazione.

SAVOSA - C'è una piccola luce nell'immensità del “profondo nero” del lavoro di collaboratrici e collaboratori domestici in Svizzera.

Secondo un'analisi svolta dal portale Helpore, le cose stanno (piano piano) migliorando con un aumento del 9,5% di notifiche per le assunzioni a breve durata sotto la voce “servizi per economie domestiche private”.

Come confermato dagli autori del rapporto, questi «raggiungono il livello più alto della serie pubblicata almeno dal 2005».

Un dato in lieve (si parla di 164 notifiche in più per l'ultima annata) ma comunque in doppia controtendenza, considerando lo scenario nazionale relativo al settore (che vede un tasso di dichiarazione bassissimo) e anche la tendenza generale delle assunzioni a breve termine, in calo del 2,8% se si tengono in conto tutti i rami economici.

«È un segnale positivo per l’emersione del lavoro domestico nel sistema ufficiale», commenta Helpore, «più assunzioni di breve durata vengono registrate proprio mentre il canale nazionale si restringe. Ora resta da capire cosa stia spingendo il cambiamento».

Esaminando, invece, il quadro globale attuale emergono alcune cose interessanti soprattutto riguardo al Ticino. Nel nostro cantone, infatti, sono registrati il 52,3% dei permessi G validi nel gruppo amministrativo “servizi domestici” di tutta la Confederazione. Una fetta sostanziale dei 5’828 totali a livello nazionale.

I valori si riferiscono a permessi erogati, «non a persone effettivamente occupate», ribadiscono gli autori.

Come mai proprio il Ticino? Lo abbiamo chiesto a Helpore che conferma come il nostro cantone sia «un'anomalia interessante», “ospitando” il 18,1% di tutti i permessi G validi in Svizzera ma più della metà per quanto riguarda i “servizi domestici” «quindi praticamente il triplo», spiegano.

La causa più probabile è la vicinanza con l'Italia: «dei 3’050 permessi ticinesi della categoria, 2’900, pari al 95,1%, riguardano cittadini italiani. Inoltre, 2’727 sono registrati in Ticino per donne italiane. Da soli rappresentano il 46,8% dell’intera categoria svizzera».

A rendere ancora più peculiare il casus ticinese, il confronto con un'altra realtà di frontiera, quella del canton Ginevra: «Ginevra conta il 56,6% di permessi G validi in più rispetto al Ticino, ma il Ticino ne registra 3,4 volte di più nei servizi domestici. Non è quindi soltanto una conseguenza del numero complessivo di frontalieri».

Quindi come si spiega? «La nostra ipotesi è che si combinino un ampio bacino italiano vicino al confine, la necessità di prossimità propria del lavoro nelle case e una domanda locale di aiuto domestico e sostegno a domicilio», spiegano gli autori.

La motivazione potrebbe essere legata al contesto demografico: «Secondo l’Ustat, il 24% della popolazione ticinese ha più di 65 anni. I dati non permettono di attribuire un peso preciso a ciascun fattore, ma la concentrazione cantonale è netta», commentano gli autori.

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