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SVIZZERA

Donne delle pulizie, il lavoro nero è una voragine (apparentemente) incolmabile

Ne usufruiscono circa 500'000 famiglie in tutta la Svizzera e nel 2025 i controlli nelle case sono stati 239, nel frattempo il non dichiarato dilaga. La Confederazione vuole correre ai ripari ma non è chiaro se funzionerà.
Donne delle pulizie, il lavoro nero è una voragine (apparentemente) incolmabile
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Fonte Tages-Anzeiger
Donne delle pulizie, il lavoro nero è una voragine (apparentemente) incolmabile
Ne usufruiscono circa 500'000 famiglie in tutta la Svizzera e nel 2025 i controlli nelle case sono stati 239, nel frattempo il non dichiarato dilaga. La Confederazione vuole correre ai ripari ma non è chiaro se funzionerà.

BERNA - Almeno mezzo milione di economie in Svizzera si appoggiano sui servizi di una collaboratrice o di un collaboratore domestico. Una parte significativa di questi rapporti di lavoro, contrariamente alla legge, non viene dichiarato.

Non solo, sono sempre di più le famiglie (o le persone) che hanno deciso di avvalersi un aiuto di questo tipo a preferire il “nero”.

Il dato più recente della Confederazione, infatti, mostra una tendenza preoccupante: nel 2025 il numero dei datori di lavoro che hanno utilizzato la procedura semplificata di dichiarazione è sceso a 65’669, contro i 68’247 del 2024. Più di 2'500 persone che dichiaravano, quindi, hanno smesso di farlo.

Chi fa le cose in regola resta una minoranza
Un calo che segue una tendenza ormai assodata e inesorabile: nel 2021, infatti, erano 100'000 e da allora il numero è quindi diminuito di circa un terzo.

Il totale delle richieste contrasta nettamente con l’ampiezza stimata del settore: se le famiglie che impiegano personale domestico sono circa 500’000, solo una parte relativamente piccola utilizza il canale ufficiale per mettersi in regola.

La procedura, lo ricordiamo, è pensata proprio anche per i piccoli impieghi nelle economie domestiche e permette di regolarizzare con un iter semplificato i contributi e l’imposta alla fonte.

Un controllo a casa? C'è lo 0,048% di possibilità
Se è vero che dichiarare è reato, è altrettanto vero che la possibilità di un controllo - soprattutto nelle case private - è estremamente remota.

Nel 2025 gli organi cantonali hanno effettuato complessivamente 14’450 controlli aziendali e verificato circa 44’083 persone, concentrandosi soprattutto su edilizia, ristorazione, commercio e altri settori considerati a rischio. Le economie domestiche private rimangono invece difficili da raggiungere attraverso i normali controlli sul posto.

Per quanto riguarda le abitazioni, riporta il Tages-Anzeiger, nel 2025 i controlli sono stati appena 239.Rapportati alle circa 500’000 famiglie potenzialmente interessate, equivalgono a una probabilità statistica di controllo di circa 0,048% all’anno, ossia un controllo ogni oltre 2’000 anni per una singola famiglia.

Le indagini al via soprattutto dalle segnalazioni
Il rapporto della SECO conferma che la lotta al lavoro nero si basa anche sullo scambio di informazioni tra autorità. Nel 2025 sono stati trasmessi 4’367 sospetti alle autorità competenti senza un precedente controllo cantonale; di questi, 2’045 riguardavano il diritto delle assicurazioni sociali.

Per far fronte a questa situazione, il Consiglio federale ha presentato a giugno 2026 una proposta di revisione della legge contro il lavoro nero. Questa punta soprattutto a rafforzare la collaborazione e lo scambio di dati tra autorità, ma non introduce misure specifiche per aumentare i controlli nelle economie domestiche private.

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