I feriti italiani del Constellation raccontano l'incubo nelle scuole

L'associazione dei familiari chiede verità sull'incendio e maggiore prevenzione nelle scuole italiane.
ROMA - I ragazzi italiani sopravvissuti alla tragedia di Crans-Montana (VS) sono pronti a raccontare ai loro coetanei, nelle scuole della vicina Penisola, l'incubo del Constellation, affinché la strage di Capodanno non si ripeta mai più.
Ad annunciarlo - riferisce l'agenzia italiana ANSA - è l'associazione "Oltre Crans-Montana", che riunisce i genitori dei giovani italiani rimasti ustionati nell'incendio scoppiato all'interno del bar della località vallesana, che ha causato 41 morti e oltre 100 feriti.
Nata il 7 luglio, l'alleanza tra i familiari ha ora un consiglio direttivo e un programma di lavoro. Le madri e i padri dei ragazzi feriti chiedono "verità" su quanto è successo in Vallese, "cure" per i giovani ustionati e prevenzione, anche nelle scuole.
"Chi è uscito da quel locale entra in classe e spiega ai coetanei che cosa ha visto e che cosa avrebbe voluto sapere. I primi trenta secondi di un'emergenza decidono tutto", spiega una referente all'ANSA a nome dell'associazione.
Le attività si concentreranno anche sulle prospettive di cura dei feriti. Dopo le dimissioni dall'ospedale inizia una difficile seconda fase fatta di interventi ricostruttivi, riabilitazione, terapia delle cicatrici e ritorno a scuola e al lavoro.
Ma i genitori delle vittime del Constellation vogliono soprattutto che emerga la verità su quanto accaduto a Capodanno. "Le famiglie hanno diritto di sapere che cosa è successo quella notte", afferma il padre di un 16enne sopravvissuto alle fiamme e consigliere dell'associazione.



