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Battaglia in Parlamento sull’energia

Luce verde dal Parlamento al PECC. Eliminati gli obblighi sui pannelli fotovoltaici.
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Battaglia in Parlamento sull’energia
Luce verde dal Parlamento al PECC. Eliminati gli obblighi sui pannelli fotovoltaici.

BELLINZONA - Dopo oltre tre ore di discussione, il Piano energetico e climatico cantonale (PECC), seppur un po’ malconcio, ha tagliato il traguardo. Il complesso legislativo è stato approvato con 56 voti a favore, 26 contrari e 2 astenuti. Dopo il sì di “principio” arrivato al termine della seduta di ieri, oggi il plenum ha affrontato lo scoglio degli emendamenti: una cinquantina in tutto.

Alcuni di questi incidevano direttamente sui punti centrali della legge sull’energia (Len), in particolare sull’obbligo di installare pannelli fotovoltaici in caso di risanamento delle coperture e, dal 2045, sugli edifici oltre i 300 m². Punti eliminati con l’approvazione, a larga maggioranza, degli emendamenti presentati da Gabriele Ponti (PLR) e Alain Bühler (UDC). «Lo stralcio - aveva detto il consigliere di Stato Raffaele De Rosa prima della votazione - è lo snaturamento della proposta già arrivata dopo un compromesso raggiunto in commissione».

Bocciata, invece, la proposta del Centro di Giovanni Berardi e Maddalena Ermotta Lepori, che puntava a calibrare la dimensione dell’impianto fotovoltaico sulla grandezza effettiva della casa. «Con questa Legge sull'energia - commenta il relatore del rapporto di maggioranza Massimo Mobiglia (PVL) - facciamo un passo verso la decarbonizzazione e restiamo fermi per quanto riguarda la produzione di energia rinnovabile».

Per Matteo Buzzi (Verdi), il Parlamento ha perso «una grande occasione». Sono stati introdotti «molti peggioramenti rispetto al rapporto di maggioranza, che già era un compromesso al ribasso. Nonostante questo, qualche timido miglioramento c'è stato». Delusa anche Simona Buri (PS). «A malincuore voterò sì - è la posizione di Maddalena Ermotti Lepori (Centro) - Questa Len non è all'altezza delle sfide che ci attendono. È stato stravolto il lavoro di due anni di una commissione che aveva già annacquato il messaggio. A questo punto propongo di abolire le commissioni: lo stato risparmierebbe».

«I piccoli proprietari e gli anziani dovranno vendere la casa per assecondare il piano energetico cantonale - ha commentato Sergio Morisoli (UDC), annunciando il voto contrario. I cittadini sono visti come dei bancomat». Contrario anche MPS, con Pino Sergi che parla di «miseria della politica di concertazione».

Il documento era stato presentato nel febbraio 2023 dal consigliere di Stato Claudio Zali, oggi dimissionario e assente in aula. Dopo la consultazione, nel luglio 2024 il Consiglio di Stato ha licenziato un messaggio. Sono quindi seguiti due anni di lavori della commissione Ambiente, territorio ed energia, fino alla versione definitiva votata oggi.

Fin dall'inizio, sul fronte opposto si è schierata l’UDC (ieri era stata respinta la richiesta di rimandare la trattanda in commissione). «Non approvare questo messaggio non è opporsi alla transizione energetica - si legge nel rapporto di minoranza, relatore Alain Bühler - ma è chiedere al Consiglio di Stato di dimostrare che gli obblighi proposti siano robusti, proporzionati, finanziariamente sostenibili e compatibili con il potere d'acquisto delle famiglie, con la competitività delle imprese ticinesi e con tutti gli scenari invernali, prima di imporli per legge».

Il PLR: «Modifiche efficaci per l'ambiente senza nuovi costi per chi vive il territorio»

A stretto giro è arrivata anche la presa di posizione del PLR, affidata a un comunicato stampa: «Le modifiche promosse dal Gruppo liberale-radicale, hanno permesso di correggere gli aspetti più problematici del progetto e di renderlo più sostenibile per cittadini e aziende. Il PLR non ha mai messo in discussione la necessità di una politica energetica e climatica moderna né gli obiettivi generali del PECC. Ha però sempre sostenuto che la transizione energetica debba essere costruita con cittadini e aziende, non a carico loro. Innovazione, incentivi, progresso tecnologico e responsabilità individuale devono venire prima di obblighi generalizzati, automatismi e imposizioni».

Gli emendamenti presentati dal Gruppo PLR «hanno seguito esattamente questa direzione e il loro accoglimento ha permesso di limitare o eliminare obblighi e automatismi, evitare investimenti sproporzionati negli edifici esistenti e garantire maggiore flessibilità laddove i costi degli interventi risultano eccessivi».

«È un risultato importante soprattutto in una fase nella quale famiglie e PMI sono già confrontate con un aumento generalizzato dei costi. La politica climatica non può trasformarsi in una politica di divieti, obblighi e fatture da scaricare su cittadini e aziende. Il Ticino ha bisogno di una transizione energetica ambiziosa, ma anche realistica, sostenibile e tecnologicamente aperta».

Caso Zali: rimandata a domani la risposta alle interpellanze
Come annunciato dalla presidente del Gran Consiglio Daria Lepori, il Consiglio di Stato dovrebbe rispondere domani alle interpellanze, comprese quelle riguardanti il consigliere di Stato dimissionario Claudio Zali.

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