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LUGANO

Appalti pubblici, «il Municipio incorre di nuovo in irregolarità»

Appalti diretti di nuovo nel mirino, gli errori si ripetono e scatta la seconda interpellanza.
Appalti pubblici, «il Municipio incorre di nuovo in irregolarità»
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Appalti pubblici, «il Municipio incorre di nuovo in irregolarità»
Appalti diretti di nuovo nel mirino, gli errori si ripetono e scatta la seconda interpellanza.

LUGANO - Errare è umano. Ma perseverare è diabolico. A distanza di un anno dalla prima segnalazione, la questione delle aggiudicazioni dirette in violazione della Legge sulle commesse pubbliche (LCPubb) torna a bussare alla porta del Municipio. I consiglieri comunali Demis Fumasoli (la Sinistra – ForumAlternativo) e Angelo Petralli (il Centro) hanno depositato una nuova interpellanza, dal titolo "Legge sulle Commesse Pubbliche, ce la facciamo…?", denunciando come alcune irregolarità già segnalate nel 2025 si sarebbero ripresentate anche quest'anno.

Se n'era parlato lo scorso anno con una prima interpellanza con la quale Fumasoli chiedeva spiegazioni sulle aggiudicazioni a incarico diretto, chiedendo al Municipio di verificare con maggiore attenzione che le imprese beneficiarie fossero effettivamente in regola con quanto previsto dalla LCPubb. All'epoca era emerso che alcune aziende, pur avendo ottenuto diversi mandati diretti deliberati dal Municipio, non possedevano tutti i requisiti di legge necessari per aggiudicarseli. Solo in seguito a quella segnalazione alcune ditte avevano provveduto a "regolarizzare la propria posizione".

La nuova segnalazione di Suisstec
A riportare la questione all'attenzione pubblica è, anche questa volta, suissetec Ticino e Moesano, l'associazione di categoria del settore della tecnica della costruzione, che ha nuovamente esaminato gli appalti assegnati a incarico diretto nel corso del 2025, limitatamente al proprio ambito, rilevando — a suo dire — irregolarità analoghe a quelle già segnalate.

Nella lettera indirizzata al Municipio - di cui riferisce Fumasoli nella sua interpellanza - l'associazione padronale scrive che alcune ditte aggiudicatarie non avrebbero prodotto, insieme ai documenti di gara, la dichiarazione che attesta il rispetto del Contratto collettivo di lavoro del Cantone Ticino nella tecnica della costruzione (CCL). Un obbligo che, secondo suissetec, la LCPubb estende non solo ai contratti nazionali dichiarati di obbligatorietà generale, ma anche a quelli regionali non decretati di forza obbligatoria — nel caso specifico, tramite apposita dichiarazione rilasciata dalla Commissione paritetica cantonale della tecnica della costruzione. Alla lettera è allegato, ancora una volta, un elenco di imprese ritenute non idonee. Nella parte conclusiva del documento, l'associazione non nasconde una certa insofferenza: "Nel 2024 il vostro Municipio era già incorso in aggiudicazioni contrarie alla Legge. Ci chiediamo pertanto come mai […] abbiate potuto nuovamente incorrere in simili errori anche nel 2025", si legge nella missiva, che chiede un riscontro all'ente comunale.

"Non un equivoco interpretativo, ma una ripetizione"
Per Fumasoli e Petralli, il punto centrale della vicenda è che non si tratterebbe più di una prima segnalazione isolata o di un possibile fraintendimento normativo, ma di una situazione che si sarebbe ripetuta nonostante gli avvertimenti e i chiarimenti già forniti in precedenza. Da qui la decisione di tornare a interrogare formalmente l'Esecutivo.

Cinque domande al Municipio
I due consiglieri comunali pongono una serie di quesiti Al Municipio di Lugano. Ecco le domande:

1. Nel corso del 2025 sono stati deliberati appalti a incarico diretto a ditte che erano già state segnalate da suissetec Ticino e Moesano come non in regola o non idonee?

2. L’ufficio preposto al controllo dell’idoneità delle imprese è pienamente consapevole dell’obbligo di verificare il rispetto dei CCL applicabili, compresi quelli cantonali e regionali non dichiarati di obbligatorietà generale pertinenti al settore? Qualora vi fossero dubbi sull’interpretazione della normativa, quali procedure sarebbero previste internamente per chiarire la situazione? Il Municipio ha mai richiesto o intende richiedere un parere alla Commissione paritetica competente oppure all’associazione padronale di categoria suissetec Ticino e Moesano?

3. Quali misure concrete sono state adottate dal Municipio dopo le segnalazioni e le spiegazioni ricevute nel 2025 per evitare il ripetersi di simili situazioni? Considerato quanto nuovamente segnalato da suissetec Ticino e Moesano il Municipio ritiene che gli eventuali nuovi provvedimenti siano sufficienti? Si può pensare con una buona approssimazione che nel 2026 non si verificheranno nuovamente aggiudicazioni contrarie alla Legge sulle commesse pubbliche (LCPubb)?

4. Quali nuovi provvedimenti, magari anche tesi a migliorare le conoscenze delle persone preposte alle verifiche, sarebbero previsti per evitare in futuro delibere non conformi alla Legge sulle commesse pubbliche (LCPubb)? In particolare come intende procedere il Municipio alla luce del fatto che una situazione analoga era già stata oggetto di una precedente interpellanza e che, inseguito alla stessa, erano state fornite indicazioni e spiegazioni in merito alla corretta applicazione della Legislazione?

5. Qualora venisse confermato che alcuni funzionari o responsabili della verifica dell’idoneità dei concorrenti avessero continuato ad agire in modo superficiale, quali provvedimenti intenderebbe adottare il Municipio? Se dovesse emergere una “reiterazione dell’errore” il Municipio riterrebbe di procedere a una verifica delle responsabilità e, se del caso, all’adozione di provvedimenti disciplinari?

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