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Si comprano l'abito per l'evento e poi lo restituiscono dopo averlo indossato

La diffusione del fenomeno mette alla prova le politiche di restituzione delle principali catene di abbigliamento.
Si comprano l'abito per l'evento e poi lo restituiscono dopo averlo indossato
Getty
Si comprano l'abito per l'evento e poi lo restituiscono dopo averlo indossato
La diffusione del fenomeno mette alla prova le politiche di restituzione delle principali catene di abbigliamento.

SONDAGGIO

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

ZURIGO - C’è chi acquista un vestito sapendo già che lo indosserà una sola volta. Un abito per un matrimonio, un completo per una festa o un look particolare per un concerto. E c’è chi, dopo averlo utilizzato, lascia l’etichetta attaccata e lo riporta in negozio.

Ma cosa succede quando i commercianti si accorgono che un capo è già stato indossato? E quanto è diffusa questa pratica?

La lettrice di 20 Minuten C., 25enne di Zurigo, lo ha fatto con una giacca acquistata per un viaggio in autunno. «Quando l’ho comprata non avevo ancora intenzione di restituirla. Mi piaceva», racconta.

La donna l’ha indossata per due o tre giorni, mentre l’etichetta era rimasta a casa, sul letto. Una volta rientrata, l’ha riattaccata alla giacca con il filo. Durante l’utilizzo non sarebbe stata particolarmente attenta e si sarebbe anche spruzzata regolarmente del profumo. Nonostante ciò, il negozio ha accettato il reso.

Da PKZ il profumo può diventare un problema
Da PKZ, tuttavia, una giacca che odora di profumo potrebbe non essere accettata. La merce restituita deve essere «visivamente impeccabile» e «praticamente come nuova». Non deve inoltre avere odore di profumo o di fumo di sigaretta.

Tentativi di restituire capi già indossati si verificano «molto raramente», spiegano dall’azienda, che non dispone comunque di statistiche complessive sulle 41 filiali. La merce che non rispetta i requisiti non viene rimessa nella normale vendita e può eventualmente finire nei saldi presso la sede di Urdorf, nel canton Zurigo, oppure essere destinata a un partner per il riciclaggio.

«Mi sono sentita in colpa»
Nel caso di C., a spingerla a restituire la giacca sono stati soprattutto motivi economici. «Mi sono trovata improvvisamente a dover pagare delle fatture elevate e il mio datore di lavoro aveva nuovamente dimenticato di versarmi lo stipendio».

La donna riconosce una certa contraddizione, visto che poco prima si era concessa un viaggio nel fine settimana. «Proprio per questo, però, il mio budget era diventato ancora più ristretto».

La restituzione le aveva lasciato una brutta sensazione. «Oggi me ne pento, perché la giacca era davvero bella». Da allora non ha più restituito capi già indossati, anche se non esclude di poterlo fare nuovamente: «Forse lo rifarei se mi accorgessi che veste male o che in realtà non mi piace».

Alexa, invece, aveva già deciso di restituirlo
La storia di Alexa, 22 anni, è diversa. Nel suo caso, la restituzione era stata pianificata ancora prima dell’acquisto. Per andare a un concerto aveva comprato un nuovo outfit composto da un top e un gilet di pelo.

«Fin dall’inizio avevo intenzione di restituirlo», racconta la giovane solettese. Per questo aveva lasciato le etichette attaccate e, durante il concerto, aveva prestato particolare attenzione a non rovinare i capi. Il negozio ha poi accettato senza problemi la restituzione.

Manor: «Inutilizzati e puliti»
Da Manor, tuttavia, un comportamento simile viola le condizioni previste per i resi. I prodotti possono generalmente essere restituiti entro 30 giorni, ma devono essere «inutilizzati, puliti, integri e nella confezione originale». La restituzione di abiti già indossati sarebbe, secondo l’azienda, «un’eccezione». La grande maggioranza dei clienti, assicurano da Manor, gestisce i resi in modo responsabile.

Galaxus: «I capi chiaramente indossati vengono rispediti al cliente»
Da Galaxus, nel mese di agosto, il tasso di reso per abbigliamento e scarpe si è attestato intorno al 4%. «Nella maggior parte dei casi i nostri clienti hanno semplicemente provato i prodotti e non li hanno indossati nella vita quotidiana», spiega un portavoce.

Ogni reso viene controllato manualmente per verificare pulizia, segni di utilizzo, presenza delle etichette e odori. «I capi chiaramente usati o indossati non vengono accettati». In questi casi, la merce viene rispedita al cliente.

Zalando: tasso di restituzione elevato
Da Zalando il tasso complessivo di restituzione è invece molto più elevato: in media il 50% degli articoli ordinati viene restituito nei diversi mercati in cui opera l’azienda. Zalando non è però in grado di quantificare quanti capi vengano prima indossati e poi restituiti con l’etichetta ancora attaccata.

Anche in questo caso ogni reso viene controllato. A volte sono possibili piccoli interventi di sistemazione o una semplice pulizia. In presenza di sporco evidente, come tracce di trucco o macchie persistenti, l’azienda può rifiutare il reso. La stragrande maggioranza degli articoli restituiti, assicurano da Zalando, torna comunque direttamente in vendita.

«Non mi sono sentita in colpa»
Amici e conoscenti di Alexa le hanno fatto notare che il suo comportamento non sarebbe stato corretto. «Ma non lo consideravano così grave. E io non mi sono sentita in colpa», racconta la 22enne, che lo ha fatto per la prima volta. Ma che, ammette, lo rifarebbe «nello stesso modo». Con una precisazione: «Ma solo con i grandi marchi. Tanto hanno già abbastanza soldi».

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