«Lugano è il Bronx solo sui social»

La capo Dicastero sicurezza Valenzano Rossi ribadisce la volontà di non trasformare singoli fatti di cronaca in un'immagine distorta della città. E aggiunge: «Controlli potenziati da oltre un anno».
LUGANO - Stazione transennata e ultra sorvegliata, controlli al di fuori di discoteche, bar e nei pressi della "movida" luganese. E specie nelle ore serali. Ma il dibattito rimane acceso: Lugano è una città sicura? Karin Valenzano Rossi, capo Dicastero sicurezza e spazi urbani, risponde e ribadisce un punto centrale: l'obiettivo è mantenere elevato il livello di sicurezza. I recenti episodi non devono essere sminuiti, ma neppure trasformarsi in un'immagine distorta della realtà cittadina.
Controlli potenziati da oltre un anno
I controlli da parte della Polizia Comunale sono aumentati da tempo, anche a seguito di alcuni gravi episodi. Questo rafforzamento vuole anche lanciare un segnale chiaro: «Non vogliamo che Lugano diventi una città pericolosa», spiega Valenzano Rossi. È importante, continua, «mantenere un livello di sicurezza elevato» sottolineando come la sicurezza sia uno dei fattori che contribuiscono alla qualità di vita. Da qui la necessità, in determinati periodi, di rafforzare i presidi. «Il potenziamento non nasce da pressioni politiche e mediatiche, ma è in linea con quello che vuole essere la sicurezza della città di Lugano, ci sono dei periodi in cui è necessario rafforzare i controlli e questo è sicuramente uno di quei momenti».
Il messaggio, aggiunge, deve essere chiaro: «Non vogliamo che Lugano diventi la città dove si possono avere risse, litigi o accoltellamenti». Allo stesso tempo, di fronte a episodi gravi, secondo Valenzano Rossi è necessario circoscrivere i fenomeni e comprenderne la reale portata, evitando che la percezione di insicurezza finisca per descrivere l'intera città.
Un esempio arriva dai fatti accaduti a Molino Nuovo lo scorso agosto, dove due accoltellamenti ravvicinati hanno alimentato il dibattito sulla sicurezza. Dopo quei fatti, racconta Valenzano Rossi, alcuni rappresentanti della commissione di quartiere hanno chiesto un incontro per sottolineare che «Molino Nuovo non è affatto il Bronx» e che il quartiere resta un luogo in cui si vive bene e ci si sente sicuri, nonostante la gravità degli episodi.
«Si tratta chiaramente di due episodi che non devono assolutamente accadere, che sono gravi», ribadisce Valenzano Rossi. Ma l'immagine del "Bronx", a suo giudizio veicolata soprattutto sui social, non rappresenterebbe necessariamente la quotidianità del quartiere. Una posizione emersa anche dagli stessi rappresentanti locali, che hanno rivendicato una realtà diversa da quella percepita dopo i fatti di cronaca.
Per la Municipale, dunque, occorre tenere insieme due esigenze: non minimizzare gli episodi gravi e non trasformarli automaticamente nel ritratto complessivo di Lugano. «È giusto che, come autorità, ci si interroghi e si diano dei segnali chiari di che Lugano vogliamo». E il messaggio conclusivo è netto: «Noi continuiamo a volere una Lugano sicura».



