Incendi nel Malcantone, inizia il processo al pompiere volontario

Alla sbarra un giovane coinvolto nei roghi di Caslano e Ponte Tresa scoppiati lo scorso marzo.
LUGANO - Inizia oggi, alle Assise criminali di Lugano, il processo a carico del pompiere volontario di un corpo del Luganese finito in manette in relazione ai roghi avvenuti il 28 e il 30 marzo scorso a Caslano e Ponte Tresa.
Il giovane, difeso dall'avvocato Marco Masoni, dovrà rispondere di incendio intenzionale, ripetuto, e furto di poca entità. Fermato a inizio aprile, si trova tuttora in carcere.
Il primo rogo, ricordiamo, era scoppiato in una zona boschiva di Caslano, sopra la NC nautica, nei pressi di via Torrazza. Per contenere l'avanzata delle fiamme, i pompieri avevano realizzato con le motoseghe una linea tagliafuoco. Alcuni giorni dopo, a prendere fuoco erano stati i boschi sopra Ponte Tresa e Pura.
Le fiamme si erano propagate rapidamente a causa del forte vento. A completare quella che è stata definita una "tempesta perfetta" erano state le condizioni del terreno, particolarmente secco.
A presiedere la Corte sarà il giudice Amos Pagnamenta, affiancato da Giovanni Celio ed Emilie Mordasini. Spetterà a loro comprendere e giudicare le ragioni che hanno spinto il pompiere volontario a un gesto apparentemente così incoerente con la sua missione.
Non saranno presenti gli assessori giurati, il procuratore pubblico Simone Barca non chiederà verosimilmente una pena superiore ai cinque anni.



