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Rally Ticino già nella bufera, l'ATA: «Scelte scellerate del Cantone e Comuni»

Duro atto d'accusa da parte dell'Associazione traffico e ambiente che punta il dito sulle autorizzazioni poco trasparenti e sui rischi per la sicurezza di spettatori e giovani.
Rally Ticino già nella bufera, l'ATA: «Scelte scellerate del Cantone e Comuni»
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Rally Ticino già nella bufera, l'ATA: «Scelte scellerate del Cantone e Comuni»
Duro atto d'accusa da parte dell'Associazione traffico e ambiente che punta il dito sulle autorizzazioni poco trasparenti e sui rischi per la sicurezza di spettatori e giovani.

LUGANO - Torna il Rally Ticino, e con esso spuntano le critiche. È successo in passato, e succede anche per la 28esima edizione che si terrà tra il 18 e il 19 settembre nel Mendrisiotto e nel Luganese. Le critiche arrivano dall'Ata, Associazione traffico e ambiente, che punta il dito contro Cantone e Comuni, rei di «prendere decisioni scellerate».

Secondo quanto riferisce l'associazione, negli ultimi giorni sono giunte diverse segnalazioni da parte di privati cittadini riguardo a chiusure di strade, soppressione di linee di autobus e automobili che percorrono il territorio a velocità sostenuta: le prime avvisaglie, secondo l'ATA, dell'imminente gara automobilistica.

A destare preoccupazione è però un altro aspetto: nonostante le ricerche condotte, l'associazione afferma di non essere riuscita a trovare, sul Foglio Ufficiale, né la pubblicazione della decisione di autorizzazione della gara né quella relativa alla chiusura delle strade interessate. Una circostanza che l'ATA giudica sospetta, chiedendosi apertamente se le autorità non stiano cercando di "tenere un profilo basso" per evitare che i cittadini possano opporsi alla manifestazione.

Il precedente giudiziario
Non è la prima volta che il Rally del Ticino finisce al centro di una disputa legale. L'ATA ricorda che, in passato, alcune associazioni ambientaliste avevano presentato ricorso contro la manifestazione, chiedendo tra l'altro la ricostituzione dell'effetto sospensivo. La richiesta era stata respinta e la gara si era regolarmente svolta. Solo in un secondo momento, quando il Tribunale amministrativo si era pronunciato nel merito, era emerso che l'autorizzazione concessa aveva violato la legge — una sentenza arrivata però quando ormai l'evento era già terminato. Le associazioni ricorrenti, oltre a non ottenere lo stop alla gara, si erano viste addirittura addossare le spese processuali.

L'atto d'accusa dell'ATA è particolarmente duro e mette in evidenzia la pericolosità delle corse automobilistiche organizzate su strade normalmente aperte al traffico: «Non vengono posate barriere lungo il tracciato a tutela degli spettatori che si posizionano ovunque vogliono (e i recenti incidenti occorsi in Italia dovrebbero far riflettere) e poi per l’effetto emulativo che risvegliano nei giovani conducenti, che nelle settimane che precedono e seguono la manifestazione adottano stili di guida che mettono in pericolo la loro vita e quella degli altri. I segni lasciati sulla careggiata dagli pneumatici esaltano la guida spericolata e portano i giovani automobilisti a cercare il limite».

Viene pure sottolineato l'aspetto paradossale, da una parte ci sono «dei professionisti svolgono prevenzione nelle scuole superiori per invitare i giovani adulti a una guida responsabile» e dall’altra «le autorità cantonali e comunali si rendono complici di un comportamento totalmente opposto che porta i giovani ad assumere rischi elevati, con anche incidenti mortali». Un esempio citato come particolarmente emblematico è il passaggio, previsto quest'anno, del percorso di gara nei pressi delle scuole medie di Bedigliora: i segni neri lasciati sull'asfalto dalle vetture, sottolinea l'associazione, non rappresenterebbero certo un buon messaggio da trasmettere agli adolescenti della zona.

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