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MENDRISIO

Scoperto un nuovo insediamento romano a Ligornetto

Mercoledì 16 settembre si terrà una giornata di porte aperte sul cantiere in località Stramonte
Scoperto un nuovo insediamento romano a Ligornetto
Archivio UBC-Servizio archeologia, foto D. Rogantini-Temperli
Piattaforma in laterizi di reimpiego nel portico.
Fonte Dipartimento del territorio
Scoperto un nuovo insediamento romano a Ligornetto
Mercoledì 16 settembre si terrà una giornata di porte aperte sul cantiere in località Stramonte

MENDRISIO - Un importante insediamento romano è emerso a Ligornetto, in località Stramonte, grazie alle ricerche condotte dal Servizio archeologia dell’Ufficio dei beni culturali. Gli scavi, avviati nel giugno scorso nei pressi di via Mastri, hanno portato alla luce un edificio di epoca romana (II-III secolo d.C.) affacciato su una strada e inserito in un’area artigianale e agricola, confermando la straordinaria ricchezza storica del Mendrisiotto.

Un territorio ricco di storia
L’area di Stramonte si distingue per la presenza di numerose testimonianze dell’occupazione antica, che documentano una frequentazione continua dal II secolo a.C. fino all’alto Medioevo. In epoca romana, il territorio di Ligornetto era sotto l’influenza dei centri urbani di Como e Milano, come attestano iscrizioni rinvenute a Stabio e Ligornetto. Il sito si trova inoltre a meno di un chilometro dalla villa romana di San Pietro di Stabio e si aggiunge a una serie di ritrovamenti funerari e di luoghi di culto, oltre a tombe longobarde risalenti al VII secolo.

Le scoperte
Lo scavo, che si estende su circa 500 metri quadrati tra via Passeggiata e via Mastri, ha rivelato le tracce di un insediamento che risale agli ultimi decenni prima della nostra era, con resti di strutture in legno. Nel II secolo d.C. l’area fu livellata per la costruzione di un edificio in muratura, di cui sono stati individuati sei ambienti all’interno di un perimetro di circa 8 per almeno 11 metri. Sul lato meridionale è emersa una zona porticata larga circa 3 metri, mentre sul retro sono stati esplorati due ambienti di 16 e 20 metri quadrati. Tra il II e il III secolo d.C. l’edificio subì trasformazioni, tra cui la realizzazione di nuovi muretti divisori e una pedana nel portico. La fine del complesso, nel III secolo, fu segnata da un incendio che provocò il crollo della copertura in laterizi e lasciò abbondanti tracce di carboni.

Un centro agricolo e artigianale
Alle spalle dell’edificio si estendeva un’area destinata ad attività artigianali e agricole, dove sono state rinvenute buche di palo e un piccolo percorso in laterizi di reimpiego. L’assenza di strutture domestiche suggerisce che l’edificio non fosse adibito a residenza. Particolarmente significativo è il ritrovamento di numerose scorie ferrose e scarti di lavorazione del bronzo, che indicano la presenza di attività di lavorazione dei metalli su scala rilevante.

I risultati di questa indagine arricchiscono la conoscenza dell’occupazione romana nel Mendrisiotto e aggiungono un nuovo tassello alla storia archeologica della regione.

Porte aperte
Per permettere alla popolazione di conoscere da vicino i dettagli del ritrovamento, il Dipartimento del territorio organizza una giornata di porte aperte al cantiere mercoledì 16 settembre alle ore 15.30. L’appuntamento è in via Mastri Ligornettesi 36 a Ligornetto. L’evento si terrà solo in caso di bel tempo.

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