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LUGANO

A Shirin Ebadi il Premio Marco Borradori

Endorfine riconosce alla Premio Nobel iraniana «il coraggio con cui ha dato voce alle donne, ai bambini e a tutte le persone private della possibilità di esprimersi e di contribuire alla vita pubblica»
A Shirin Ebadi il Premio Marco Borradori
ENDORFINE
Fonte Endorfine
A Shirin Ebadi il Premio Marco Borradori
Endorfine riconosce alla Premio Nobel iraniana «il coraggio con cui ha dato voce alle donne, ai bambini e a tutte le persone private della possibilità di esprimersi e di contribuire alla vita pubblica»

LUGANO - Il Lugano International Festival Endorfine, in programma dall’11 al 13 settembre al Palazzo dei Congressi, assegnerà il Premio Marco Borradori - In tutto ciò che genera bellezza a Shirin Ebadi, avvocata e attivista iraniana per i diritti umani. Ebadi, prima donna giudice in Iran e Premio Nobel per la Pace 2003, vive in esilio e continua la sua battaglia per la democrazia e i diritti civili.

La cerimonia si terrà sabato 12 settembre, alle 15, con la consegna della scultura "Punti di luce" dell’artista Lisa Lurati da parte del Vicesindaco di Lugano Roberto Badaracco. Ebadi interverrà poi su attualità e diritti umani in Iran, dopo la guerra seguita all’uccisione di Ali Khamenei. L'incontro è sold out.

Il premio, istituito nel 2021 in memoria del sindaco Marco Borradori, viene assegnato a personalità che promuovono bellezza, diritti e innovazione. Tra i vincitori precedenti: Daniele Finzi Pasca, Juan Pablo Escobar, Mohamedou Ould Slahi, Dmitrij Muratov e Anabel Hernández.

La motivazione: il premio è stato attribuito a Shirin Ebadi «per aver dedicato la propria vita a tutela della persona e dei suoi diritti fondamentali. Per aver scelto il diritto, la cultura e il dialogo come strumenti di lotta alla repressione senza mai rinunciare ai principi della non violenza e della democrazia. Per il coraggio con cui ha dato voce alle donne, ai bambini e a tutte le persone private della possibilità di esprimersi e di contribuire alla vita pubblica. Per aver ricordato che la forza delle istituzioni si misura nella loro capacità di proteggere l’individuo, garantire la giustizia e promuovere il bene comune. Per aver trasformato una storia personale fatta anche di persecuzioni in un messaggio universale di speranza, responsabilità e pace. Per aver dimostrato che anche nei contesti più difficili è possibile costruire una società equa e generare la bellezza della solidarietà e del coraggio civile, e che la democrazia non è solo una forma di governo ma una continua scelta di libertà, giustizia e partecipazione».

La scultura di Lurati, in bronzo bianco, simboleggia dialogo e connessione tra individui e culture. L’artista, nata a Lugano nel 1989, è attiva in Svizzera e all’estero e finalista agli Swiss Art Awards Basel 2025.

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