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SVIZZERA

Emoji, numeri, espressioni: così smascheri i codici degli estremisti

Due fulmini, il 14, l'anguria: sapevi che, a seconda del contesto, questi possono essere codici usati da estremisti? Un nuovo strumento online dovrebbe ora aiutare a riconoscerli.
Emoji, numeri, espressioni: così smascheri i codici degli estremisti
20min/Tobias Bolzern
Emoji, numeri, espressioni: così smascheri i codici degli estremisti
Due fulmini, il 14, l'anguria: sapevi che, a seconda del contesto, questi possono essere codici usati da estremisti? Un nuovo strumento online dovrebbe ora aiutare a riconoscerli.

ZURIGO - Un grappolo d'uva, due palle da biliardo nere con il numero 8, due maschere teatrali o l’emoji di uno zombie: a seconda del contesto, queste emoji apparentemente innocue possono assumere significati completamente diversi. L’uva, ad esempio, diventa simbolo dello stupro ("Grape", simile a "rape" in inglese), le palle da biliardo rappresentano un saluto hitleriano (codice per "Heil Hitler", dato che la h è l’ottava lettera dell’alfabeto), le maschere teatrali simboleggiano la delegittimazione dell’identità di genere e lo zombie indica la presunta minaccia rappresentata dai rifugiati.

Sono proprio questi messaggi d’odio nascosti che la Fondazione contro il razzismo e l’antisemitismo (GRA) vuole ora smascherare. «Vogliamo fornire a insegnanti, genitori, ma anche a giornaliste e giornalisti e alle autorità, uno strumento per decifrare tali codici», spiega Philip Bessermann, direttore della GRA.

Per questo la fondazione ha lanciato l’"Hate Speech Decoder", un nuovo strumento online che spiega oltre 160 emoji, combinazioni di numeri, slogan, date, simboli e bandiere utilizzati in contesti estremisti o discriminatori. Le voci sono suddivise in categorie come estremismo di destra, estremismo di sinistra, islamismo, antisemitismo, ostilità verso le persone queer e antifemminismo.

Eludono i filtri di moderazione
Questi codici vengono utilizzati principalmente per eludere i filtri di moderazione, rendersi meno attaccabili dal punto di vista penale e riconoscersi tra persone con le stesse idee, spiega Bessermann. «Se non si conoscono, questi simboli spesso passano inosservati sia sui social media, sia nelle chat degli studenti o durante le ricerche in ambienti presumibilmente estremisti.»

Non si tratta solo di estremismo di destra, anche se i messaggi codificati sono particolarmente diffusi in quell’ambito. Singoli segni possono comparire in diversi ambienti e assumere significati differenti. Il Decoder lavora quindi con più parole chiave. Secondo Bessermann, sono stati inclusi anche termini e simboli della scena Incel, cioè di misogini.

Modelli tedeschi adattati per la Svizzera
La GRA non ha lavorato da zero. «Ci siamo fortemente ispirati a fonti tedesche, dove simili panoramiche esistono già in diverse forme», afferma Bessermann. Per il nuovo Decoder, la selezione è stata adattata alla Svizzera: le voci non rilevanti sono state rimosse e sono stati aggiunti esempi svizzeri, come il logo del gruppo di estrema destra Junge Tat e lo slogan "Defend Helvetia".

L’offerta è pensata soprattutto per essere d’aiuto in situazioni concrete. Chi, ad esempio, si imbatte in un’emoji di un bicchiere di latte (simbolo della "supremazia bianca") o in una combinazione di numeri sospetta su un canale Telegram, può rapidamente verificarne il possibile significato.

Il ritrovamento di un simbolo da solo non costituisce però una prova di orientamento estremista. «È fondamentale continuare a riflettere personalmente», sottolinea Bessermann. Decisivi sono gli altri contenuti, il contesto della conversazione e la persona che utilizza il segno. Due emoji di fulmini possono ricordare le rune delle SS, ma non necessariamente hanno sempre quel significato.

Contenuti razzisti nelle chat degli studenti
Anche gli insegnanti si trovano a dover affrontare questi contenuti. La fondazione riceve, ad esempio, richieste relative a chat problematiche tra studenti. «Quando un caso arriva da noi, di solito non si tratta più solo di uno o due messaggi inappropriati», spiega Bessermann. In questi casi, il Decoder può aiutare a classificare singoli messaggi e a riconoscere tempestivamente affermazioni estremiste. Tuttavia, rappresenta solo un tassello nella lotta contro l’estremismo.

La GRA motiva il progetto anche con una situazione sociale sempre più tesa. «I giovani, di fronte a crisi e guerre, sperimentano una crescente frustrazione riguardo al loro futuro e alle prospettive personali», afferma Bessermann. Di conseguenza, le ideologie estremiste potrebbero apparire più attraenti, offrendo risposte apparentemente semplici. Tuttavia, la GRA non dispone di dati affidabili che attestino un aumento di questi codici o di atteggiamenti estremisti tra i giovani in Svizzera.

Il Decoder sarà regolarmente verificato
La GRA intende aggiornare la lista due o tre volte l’anno, basandosi anche sul monitoraggio esistente di episodi razzisti, antisemiti e ostili verso le persone queer in Svizzera. Le voci potranno essere integrate, adattate o rimosse.

Bessermann prevede che, dopo la pubblicazione, anche esperti e gruppi forniranno suggerimenti. «Non deve essere un documento rigido e immutabile.» Proprio perché il linguaggio codificato cambia continuamente, anche il Decoder dovrà essere costantemente aggiornato. Non appena un codice diventa di dominio pubblico, perde parte della sua utilità per i gruppi estremisti e viene spesso sostituito da nuovi simboli.

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