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Vanno a studiare Oltregottardo e non tornano più, li “rimpiazzano” (soprattutto) gli italiani

Anche se perde i “suoi” giovani, il Ticino non sta invecchiando. Questo grazie all'immigrazione. Lo rivelano i dati di una recente analisi dell'Ufficio cantonale di statistica.
Vanno a studiare Oltregottardo e non tornano più, li “rimpiazzano” (soprattutto) gli italiani
Archivio Ti-press
Fonte La Provincia
Vanno a studiare Oltregottardo e non tornano più, li “rimpiazzano” (soprattutto) gli italiani
Anche se perde i “suoi” giovani, il Ticino non sta invecchiando. Questo grazie all'immigrazione. Lo rivelano i dati di una recente analisi dell'Ufficio cantonale di statistica.

LUGANO - ll Ticino perde giovani? Secondo le statistiche no, ma per certi versi... un po' sì.

Un'analisi dell'Ufficio cantonale di statistica (USTAT) sui 25-35enni mostra un quadro stratificato, ma tutto sommato non così stupefacente. Ne ha scritto proprio questo giovedì La Provincia di Como, in colloquio con Francesco Giudici, responsabile del Settore società dell'USTAT.

Secondo lo studio, il saldo migratorio dei giovani si rivela positivo: «arrivano più 25-35enne di quanti ne partano», spiega Giudici. C'è però un altro numero da tenere d'occhio: «Il saldo intercantonale, invece, è negativo. In media perdiamo 495 persone all'anno verso altri Cantoni, tra il 2015 e il 2024».

E dove vanno, i ticinesi che lasciano i natii lidi? Spesso a Zurigo: «Non abbiamo dati precisi su questo, ma sappiamo che buona parte di loro finisce lì», commenta. A rimpiazzarli arrivano soprattutto italiani: «Gli arrivi superano le partenze, e la stragrande maggioranza di chi arriva viene dall'Italia. È un dato di fatto».

A chi storce il naso, di fronte a questa giovane migrazione, viene ricordata una problematica seria: l'invecchiamento della popolazione, particolarmente preoccupante in un Ticino tradizionalmente anziano: «L'Ufficio federale di statistica prevede che, quando i baby boomer andranno in pensione, la concorrenza per attirare giovani lavoratori tra Svizzera e Unione europea crescerà. E l'invecchiamento non riguarda solo noi: succede anche in Lombardia e in Italia. È probabile che anche lì si cerchi di trattenere i giovani», aggiunge Giudici.

C'è poi la questione di chi parte per studiare, e poi non tornano più. I dati sui laureati raccontano molto: chi studia in Ticino, nove volte su dieci ci lavora ancora cinque anni dopo la laurea. Chi studia oltre il Gottardo, invece, torna solo nel 55% dei casi.

«Da quando c'è AlpTransit, però, tornare da Zurigo nei weekend è più facile. E il telelavoro, diffuso dopo la pandemia, potrebbe spingere ancora più persone a restare legate al Ticino, anche vivendo altrove», nota Giudici.

Non è un fenomeno passeggero, sottolinea Giudici: «È strutturale, non congiunturale: non si vede solo per qualche anno, ma resta costante nel tempo. E le previsioni dicono che continuerà così, salvo grandi eventi internazionali».

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