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«Prima il danno, poi anche il conto?»

Tonini e Zucchetti (Lega) interrogano il Governo sulle garanzie di risarcimento per le vittime di reati commessi da richiedenti l’asilo in Ticino.
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«Prima il danno, poi anche il conto?»
Tonini e Zucchetti (Lega) interrogano il Governo sulle garanzie di risarcimento per le vittime di reati commessi da richiedenti l’asilo in Ticino.

BELLINZONA - «Prima il danno, poi anche il conto? Chi tutela le vittime?». È la domanda sollevata dai deputati della Lega dei Ticinesi Stefano Tonini e Raffaella Zucchetti, che hanno presentato un’interrogazione al Consiglio di Stato prendendo spunto da un nostro articolo.

Al centro della vicenda una cittadina che si sarebbe vista danneggiare lo scooter durante un tentativo di furto attribuito a un richiedente l’asilo ospitato in una struttura sul territorio. La donna avrebbe inoltre subito la sottrazione di alcuni oggetti, oltre ad essere stata minacciata. «Spetterà naturalmente alle autorità accertare fatti e responsabilità», precisano i deputati leghisti, ma il caso riporta l’attenzione su una questione più generale: «Chi paga i danni quando chi li provoca non ha i mezzi per risarcirli?».

Tonini e Zucchetti chiedono al Governo di chiarire quali coperture assicurative siano previste per i richiedenti l’asilo, in particolare per la responsabilità civile, e se esistano fondi, garanzie o altri strumenti attraverso i quali una vittima possa ottenere il risarcimento.

Ma l’interrogazione va oltre il singolo episodio. I due deputati chiedono di conoscere quanti furti, tentati furti, danneggiamenti, minacce, aggressioni o altri reati abbiano coinvolto richiedenti l’asilo negli ultimi cinque anni in Ticino, con una suddivisione per anno e tipologia. Domandano inoltre quanti danni siano stati effettivamente risarciti e quanti siano invece rimasti, totalmente o parzialmente, a carico delle vittime o delle loro assicurazioni.

Un altro capitolo riguarda i casi di recidiva: quali misure vengono adottate nei confronti di chi si rende protagonista ripetutamente di reati o comportamenti problematici? E come avviene il coordinamento tra Cantone, Confederazione, SEM, polizia e gestori delle strutture?

«Accogliere chi ne ha diritto è un obbligo previsto dalle nostre leggi. Pretendere il rispetto delle nostre regole lo è altrettanto», sostengono i deputati, secondo i quali «chi subisce un reato deve poter contare su uno Stato che lo tutela concretamente».

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