Incidente in Engadina, l'esperto avverte: «Senza cintura il rischio di ferirsi sale all'80%»

Dopo la tragedia del bus, il docente di meccanica e sicurezza a Berna spiega perché un gesto spesso trascurato sui pullman può fare la differenza: la cosiddetta regola dell'80/20.
Dopo la tragedia del bus, il docente di meccanica e sicurezza a Berna spiega perché un gesto spesso trascurato sui pullman può fare la differenza: la cosiddetta regola dell'80/20.
COIRA - Mentre è in corso un'indagine per determinarne le cause, il tragico incidente che ha coinvolto un autobus turistico nella regione dell'Engadina, provocando cinque morti e 40 feriti, continua a sollevare interrogativi sulla sicurezza in bus. Secondo le prime ricostruzioni, giovedì sera il mezzo ha urtato il guardrail, si è ribaltato ed è finito in un campo: sul possibile ruolo delle cinture di sicurezza a bordo è intervenuto Raphael Murri, docente di meccanica e sicurezza dei veicoli presso l'Università di Scienze Applicate di Berna, intervistato dal Blick.
Se al momento non è noto quante delle 45 persone a bordo indossassero la cintura quando si è verificato l'incidente. Murri sottolinea però quanto questo dispositivo possa essere importante, soprattutto in caso di ribaltamento: «Le cinture di sicurezza sono tra le cose più importanti. Soprattutto in caso di ribaltamento dell'autobus, le cinture di sicurezza sono assolutamente cruciali».
Secondo l'esperto, senza cintura i passeggeri rischiano di essere sbalzati all'interno o all'esterno del mezzo durante un incidente. Anche le cinture addominali comunemente presenti sugli autobus, pur non rappresentando la soluzione ideale, possono aumentare le probabilità di sopravvivenza. Nell'intervista al Blick, Murri richiama la cosiddetta regola dell'80/20: «Significa che c'è una probabilità del 20% che un passeggero con la cintura allacciata rimanga ferito, e una probabilità dell'80% per un passeggero senza cintura».
Il professore ricorda inoltre che sui pullman e sugli autobus turistici è obbligatorio indossare le cinture di sicurezza. Prima della partenza, l'autista deve ricordare ai passeggeri di utilizzarle, ma non è tenuto a verificare che ciascuno le abbia effettivamente allacciate. «Il rispetto dell'obbligo di indossare le cinture di sicurezza è responsabilità di ogni singolo passeggero», afferma il docente.
Tuttavia, nella pratica l'obbligo viene rispettato poco. A contribuire sarebbe anche la percezione del viaggio: a bordo di un autobus turistico, i passeggeri possono avere una minore consapevolezza della velocità e dei rischi, anche per l'abitudine a viaggiare su treni e altri autobus senza utilizzare le cinture.
Il ricovero dei feriti
Oltre che in Austria, i feriti sono stati ricoverati anche in ospedali di altri cantoni, ha riferito oggi la polizia grigionese a Keystone-ATS. Per motivi di protezione dei dati, al momento non vengono fornite ulteriori informazioni sugli ospedali coinvolti o sulle condizioni di salute delle persone.
Cos'è accaduto, in breve
Giovedì il pullman olandese stava viaggiando da Zernez in direzione di Susch quando è uscito di strada e si è ribaltato su un fianco. A bordo c'erano quarantacinque adulti. Cinque di loro hanno perso la vita e altri 40 sono rimasti feriti, alcuni in modo lieve, altri in modo grave. L'autista è sopravvissuto.




