«Il Lugano deve vincere il campionato: non farlo negli ultimi due anni è stato un fallimento»

Dario Rota non ha dubbi sulla forza dei bianconeri: «Concorrenza povera, la società deve avere più coraggio»
Dario Rota non ha dubbi sulla forza dei bianconeri: «Concorrenza povera, la società deve avere più coraggio»
LUGANO - Sabato, all'AIL Arena, battendo lo Young Boys, il Lugano avrà la possibilità di volare a +8 sul secondo posto, con una partita in meno. Dopo appena sette giornate sarebbe un risultato sensazionale, anche se evidentemente ancora provvisorio. La convinzione di molti è che questo debba essere l'anno buono...
«È da un po' che vado controcorrente. Per me questo è il terzo anno di fila in cui devono vincere il campionato - ci ha detto l'ex bandiera del Lugano -. Hanno il budget più importante della lega e la squadra più forte. E, ripeto, è così da tre anni. Il livello della Super League si è abbassato tantissimo: imporsi a Basilea o a Berna contro lo Young Boys è ormai diventato all'ordine del giorno. Ci tengo a sottolineare che questo è il mio pensiero».
E il Basilea ha già cambiato allenatore...
«Esatto... E questo la dice lunga. Nonostante avessero fatto un contratto fino al 2029 con Lichtsteiner, dopo sette partite l'hanno cacciato. Tutto questo perché Shaqiri non giocava da titolare. Qui vediamo la pochezza e la debolezza della società, che si lascia sopraffare dagli eventi. Anche per questo trovo che il Lugano non abbia concorrenti, forse leggermente lo Young Boys e il San Gallo, ma solo perché non hanno le Coppe. È vero che vincere non è mai semplice, ma la rosa del Lugano - considerando anche la panchina - è decisamente la più forte».
Quanto è "debole" il campionato svizzero?
«Lo abbiamo visto l'anno scorso... Il Thun, che ha azzeccato tutto, è riuscito a dominare la stagione. Ma il fatto che una neopromossa vinca la dice lunga sulla pochezza del calcio svizzero. Tanto più che il campionato è terminato con quattro o cinque giornate d'anticipo».
TiPressL'Europa non potrebbe essere un elemento di disturbo per il Lugano?
«Un po' sì... Non hai l'intera settimana per prepararti: giochi il giovedì e la domenica e non puoi preparare al meglio l'impegno del weekend. L'Europa, però, ha anche risvolti molto positivi: fai esperienza e alzi il livello, anche se le squadre di Conference League non sono il massimo. Da tifoso dell'Atalanta, quest'anno penso e spero che vinceremo la competizione».
Per il Lugano, il fatto di non aver conquistato il titolo negli ultimi due anni è stato un fallimento?
«Secondo me sì... Mi ha fatto sorridere la società che, per il terzo anno consecutivo, ha mantenuto un profilo basso. Va bene, ma porre come obiettivo la qualificazione nelle prime sei mi sembra davvero riduttivo. Con quello che hai e con quello che spendi, ritengo infatti che non vincere il campionato negli anni scorsi sia stato un fallimento».
Due parole, infine, su Moncada...
«Sta dimostrando di essere molto forte, ma non vorrei che facesse la fine di Amoura, che decideva le partite, giocava poco e poi abbiamo visto la fine che ha fatto. Da fuori è sempre facile parlare, ma chiaramente stiamo parlando di un giocatore davvero forte, che ha regalato quasi da solo la qualificazione alla Conference grazie al super gol segnato contro il Maccabi».




