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LUGANO

Mara Maionchi: «Ho avuto fortuna». Poi svela «il più bravo cantante che abbia mai sentito»

«Di difetti ne ho tanti, stiamo qui fino a domani mattina»: la discografica e opinionista tv si racconta "senza filtri" a Lugano, dove sarà ospite di Endorfine.
Mara Maionchi: «Ho avuto fortuna». Poi svela «il più bravo cantante che abbia mai sentito»
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Mara Maionchi: «Ho avuto fortuna». Poi svela «il più bravo cantante che abbia mai sentito»
«Di difetti ne ho tanti, stiamo qui fino a domani mattina»: la discografica e opinionista tv si racconta "senza filtri" a Lugano, dove sarà ospite di Endorfine.
«È iniziato tutto con un annuncio sul giornale. Il successo? Fortuna, incontri, lavoro. L'erede della Vanoni? Deve costruire una sua linea».

LUGANO - «Io sono così, non cambio a seconda dei posti dove vado. Faccio semplicemente me stessa, sono sempre uguale. E anche a Lugano sarà così». Ovvero "senza filtri", come il talk che la vedrà protagonista di fronte al pubblico ticinese*.
Del resto Mara Maionchi, un legame personale con il Ticino l'ha sempre avuto. «Sì, mia madre era di Como e ha vissuto tanti anni lì. Avevo gli zii in quella zona e mio zio veniva in Svizzera tutti i giorni per lavorare. Ho un buon rapporto con il Ticino e mi piace molto, perché fa parte di un lungo periodo della mia vita».

Ed è sempre stata così irriverente?
«Non mi considero irriverente. Sostengo le mie idee, che possono anche essere sbagliate. Quando faccio delle scelte, le faccio ponderandole secondo la mia natura. Non dico di avere ragione: dico semplicemente che sono così».

Sarebbe pronta a cambiare idea?
«Assolutamente sì. Sostengo le mie idee perché ci sono arrivata dopo un pensiero e un ragionamento, ma sono pronta a cambiarle se qualcuno mi fa capire che sbaglio o mi mostra qualcosa a cui non avevo pensato. Sono molto disponibile da questo punto di vista».

Ha mai pensato che la sua sicurezza possa intimorire?
«Non penso. Dico quello che penso, sempre considerando la possibilità di essermi sbagliata. Credo però che i giovani vadano spronati a lavorare. Qualsiasi lavoro tu faccia, devi dedicarti. Se uno canta perché gli piace e pensa di farne un mestiere, deve affrontarlo con dedizione come tutti gli altri mestieri. Avere successo nel proprio lavoro è difficile e non vedo perché cantare o fare l'artista debba essere più facile. Tutti gli artisti che ho visto avere successo sono stati grandi lavoratori e hanno lavorato tanto su se stessi».

Se dovesse indicare i suoi pregi e difetti principali?
«Di difetti ne ho tanti: se li elenco tutti stiamo qui fino a domani mattina. Qualche pregio ce l'ho, ma nella vita contano anche gli incontri fortunati. Io ho lavorato tanto: sono nella musica dal 1967 e lavoravo già prima. Ci sono arrivata attraverso un annuncio sul Corriere della Sera: cercavano una segretaria per un ufficio stampa, mi sono presentata e mi hanno assunta. Da lì ho fatto l'ufficio stampa e pian piano sono passata alla parte artistica, che è la cosa più divertente».

Lei è entrata nella discografia lavorando con Ornella Vanoni. Vede una sua erede?
«Credo che tutti possano avere un erede, ma Ornella ha avuto successo in un'epoca diversa. Oggi ci sono ragazze brave, però artisticamente devi costruire una linea: scegliere i pezzi, curare il modo di vestire e di essere. Bisogna curare tutto, senza cercare di diventare un'altra persona: devi far crescere te stesso. Ornella era una che lavorava molto. Chi fa questo mestiere deve stare sulla musica, ascoltare e capire quello che succede nel mondo. È difficile che qualcuno abbia un successo duraturo senza lavorare».

Si dice spesso che negli anni in cui lei ha iniziato, la musica facesse battere più forte il cuore.
«L'importante è che il cuore batta per la passione di fare qualcosa di bello, non per il successo. Non so se allora battesse in maniera differente. Io conosco il mio battito e devo dire che c'è passione. Quando hai lavorato tanto, hai spinto un progetto e poi arriva il successo popolare, è una grande soddisfazione. Vuol dire che hai dato dei buoni consigli. Condividere con tante persone una canzone, un modo di fare o di dire è bello».

Cosa la annoia oggi della musica?
«Niente. Anzi, sono molto curiosa di ascoltare i ragazzi nuovi e trovare cose interessanti. Certamente è cambiato il mondo ed è cambiato il modo di fare musica, ma probabilmente sono cambiata anch'io. Ognuno vive la propria età e oggi, su certe cose, forse non mi sentirei più di essere così certa come un tempo. Tutto cambia».

Ha lavorato con talenti come Gianna Nannini, Tiziano Ferro e Mango. Cosa avevano di speciale?
«Mango era bravissimo, il più bravo cantante che avessi mai sentito per capacità di canto: aveva un'intonazione fantastica. Gianna aveva una grande capacità comunicativa, con questa figura di donna un po' rivoluzionaria. Tiziano Ferro cantava benissimo, scriveva belle canzoni ed era un artista serio».

Oltre al talento, serve altro?
«Servono tante cose e certamente anche la fortuna. Quelli che mi sono piaciuti, però, mi sono piaciuti subito. Ho capito che c'era qualcosa che si poteva far crescere. Ci sono anche tanti artisti con cui non ho lavorato e che mi sono piaciuti moltissimo, come Battiato».

Ha qualche rimpianto per un artista che non ha avuto occasione di seguire?
«No, perché magari semplicemente non l'ho incontrato. Non potevo incontrare tutti quelli che avrebbero avuto successo. Per esempio Giorgia, quando l'ho sentita, mi è sembrata bravissima e mi sarebbe piaciuto lavorare con lei. Ma ognuno segue la propria strada e ha il proprio destino. Non ho invidia».

Ha giudicato talenti anche in televisione.
«Mi piace l'incontro, sono curiosa e mi fa piacere conoscere persone nuove. Sto però attenta a quello che dico perché magari, ascoltando una sola canzone, non hai ancora capito bene chi hai davanti. Alcuni mi sono piaciuti molto, ma poi io non li ho seguiti e da quel momento comincia il lavoro, che resta fondamentale».

C'è qualcosa della televisione o dei talent che non le piace?
«No, mi piace tutto e guardo tutto».

Dopo tanti anni, cosa riesce ancora a sorprenderla in un artista?
«La particolarità, il fatto di trovarmi davanti qualcosa di abbastanza unico, che non ho già sentito. Essere particolari restando nella tradizione è fantastico».

Se dovesse spiegare il suo successo in poche parole?
«Ho avuto fortuna. Gli incontri sono dettati anche dalla fortuna e dal destino. Poi la fortuna devi saperla lavorare, ma non c'è dubbio che abbia avuto un ruolo. Poi non ho mai fatto studi per capire cosa possa essere piaciuto di me al pubblico: vado come vado».

* Mara Maionchi "senza filtri" sarà ospite di Endorfine domenica 13 Settembre (inizio ore 11:00 - Palazzo dei Congressi) in un viaggio nella storia della musica italiana e nell’attualità televisiva e social (moderatrice Patrizia Speroni). Info e biglietti, cliccando qui.

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