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«Il sistema politico ticinese è malato»: Tuto Rossi propone una stretta sulle schede di voto

Depositati tre atti parlamentari per farle recapitare a casa dei cittadini soltanto pochi giorni prima dello scrutinio
«Il sistema politico ticinese è malato»: Tuto Rossi propone una stretta sulle schede di voto
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«Il sistema politico ticinese è malato»: Tuto Rossi propone una stretta sulle schede di voto
Depositati tre atti parlamentari per farle recapitare a casa dei cittadini soltanto pochi giorni prima dello scrutinio

BELLINZONA - «Il sistema politico ticinese è malato». È la denuncia di Tuto Rossi, che oggi ha depositato alla Segreteria del Gran Consiglio tre atti parlamentari – un'iniziativa, una mozione e un'interpellanza – con l'obiettivo di intervenire su una delle pratiche che, secondo il deputato UDC, rischiano di indebolire la libertà e la segretezza del voto: la raccolta organizzata delle schede.

Rossi sostiene che il problema vada inserito in un quadro più ampio, quello di un sistema politico che definisce «fondato sul clientelismo e sulla spartizione partitica degli incarichi pubblici e para-pubblici»: «Chi risponde al partito e non ai cittadini che dovrebbe servire, alla lunga fa quello che vuole», afferma.

Un sistema politico malato
Il deputato cita diversi scandali che hanno caratterizzato la politica ticinese negli ultimi anni, vicende che – fa notare – mettono in atto «la stessa sceneggiatura: lo stupore, l'indignazione di quindici giorni, la promessa che “non accadrà più”. E ogni volta accade di nuovo».

È in questo contesto che Rossi porta l'attenzione anche sulle modalità di voto. In Ticino, il materiale elettorale viene normalmente recapitato agli aventi diritto tre-quattro settimane prima della votazione o dell'elezione. Un periodo che facilita l'esercizio del diritto di voto, ma che, secondo Rossi, lascia anche molto tempo a eventuali terzi per sollecitare gli elettori, raccogliere schede o intervenire nella loro compilazione.

La proposta
Ecco dunque che Tuto Rossi propone di separare il materiale informativo da quello necessario per votare: spiegazioni, istruzioni e informazioni sulle candidature continuerebbero ad arrivare tre-quattro settimane prima, mentre scheda ufficiale, carta di legittimazione e buste verrebbero recapitate agli aventi diritto domiciliati in Svizzera soltanto tra il settimo e il terzo giorno precedente il voto. La misura riguarderebbe gli scrutini cantonali e comunali, lasciando invariati i termini federali e l'invio anticipato agli Svizzeri all'estero. Per garantire comunque la restituzione delle schede in tempi stretti, Rossi prevede inoltre il rinvio postale gratuito e almeno una cassetta comunale sicura accessibile fino alla chiusura delle operazioni di voto.

Prevenire è meglio che curare
Negli atti il deputato precisa tuttavia che non esistono dati ufficiali pubblici che permettano di quantificare il fenomeno in Ticino o di affermare che la raccolta organizzata delle schede abbia alterato specifici risultati. Il rischio, sostiene, va tuttavia affrontato in chiave preventiva.

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