«Perché la Città di Lugano risparmia sui giovani in formazione e sugli stagisti?»

Lo chiede l'interpellanza presentata da svariati consiglieri comunali, primo firmatario Edoardo Cappelletti
Lo chiede l'interpellanza presentata da svariati consiglieri comunali, primo firmatario Edoardo Cappelletti
LUGANO - Dal 1° settembre 2026 la Città di Lugano ha introdotto nuove regole per le tipologie di stage e i relativi indennizzi all’interno dell’amministrazione comunale. La decisione, che mira a uniformare i criteri di retribuzione, ha però sollevato forti critiche da parte di diversi esponenti politici, che denunciano tagli significativi a danno dei giovani in formazione.
Secondo quanto riportato in un’interpellanza inoltrata al Municipio di Lugano dal primo firmatario Edoardo Cappelletti, (La Sinistra) insieme a Jasmine Altin (La Sinistra), Danilo Baratti (Verdi e Indipendenti), Cristiano Canuti (La Sinistra), Luisella Fumasoli Petrini (Avanti con Ticino&Lavoro), Marisa Mengotti (Verdi e Indipendenti), Tamara Merlo (Più Donne), Nina Pusterla (La Sinistra), Elena Rezzonico (La Sinistra) e Carlo Zoppi (La Sinistra), le modifiche avranno ripercussioni soprattutto per gli alunni amministrativi e per gli stagisti professionali. In particolare, per gli aspiranti avvocati l’indennizzo mensile verrebbe ridotto da 2’600 a 2’000 franchi per 12 mensilità, con un taglio superiore al 23%. Il Municipio giustifica la scelta richiamando la prassi cantonale e la Carta del praticante dell’Ordine degli avvocati del Canton Ticino.
Tuttavia, i firmatari dell’interpellanza sottolineano che la Carta del praticante prevede indennizzi progressivi (2’000, 2’200 e 2’500 franchi) in base alla durata della pratica, oltre alla tredicesima mensilità. La nuova regolamentazione, invece, si limiterebbe a recepire solo l’importo iniziale, senza considerare l’evoluzione salariale e senza la tredicesima, risultando così penalizzante per i praticanti.
Ancora più marcato sarebbe il taglio per gli stage professionali: la precedente progressione di 2’600, 3’120 e 3’640 franchi verrebbe sostituita da un’indennità unica di 2’000 franchi mensili per 12 mesi. Secondo i promotori dell’interpellanza, ciò comporterebbe una riduzione tra il 23% e il 45%, senza tenere conto della finalità, della durata e delle mansioni dello stage.
I firmatari evidenziano inoltre che la revisione avrebbe potuto rappresentare l’occasione per riconoscere almeno un rimborso spese anche agli stagisti attualmente non retribuiti, come segno di valorizzazione dell’impegno svolto a favore dell’amministrazione.
«Non appare accettabile che la Città persegua risparmi contenuti riducendo fino al 45% gli indennizzi di giovani che svolgono un’attività per l’Amministrazione. L’ente pubblico dovrebbe al contrario dare il buon esempio, valorizzando anche dal profilo finanziario l’occupazione giovanile», si legge nell’interpellanza.
I consiglieri chiedono quindi al Municipio di chiarire se conferma l’introduzione dei nuovi indennizzi, di rendere pubblica la regolamentazione e di quantificare il numero di stagisti coinvolti e i risparmi previsti. Viene inoltre chiesto se il Municipio non ritenga sproporzionate le riduzioni e se intenda rivedere la decisione, mantenendo le precedenti indennità. Infine, si sollecitano spiegazioni sulle motivazioni delle riduzioni anche per altre tipologie di stage e sulla possibilità di introdurre almeno un rimborso spese per le categorie non retribuite.




