Allarme minori, abusi, social, suicidi: la chiamata a Telefono SOS Infanzia che può salvare una vita

L'associazione di Chiasso traccia un bilancio annuale tra segnalazioni di suicidi e abusi di sostanze tra minori. Le richieste? «Sono sempre più papà a chiedere aiuto».
CHIASSO - Abusi sessuali, suicidi, consumo di droghe e un numero di telefono da chiamare quando si ha bisogno di aiuto. Nel 2025 sono state 61 le segnalazioni di casi complessi ricevute da Telefono SOS Infanzia, 21 delle quali hanno comportato la richiesta di un accompagnamento in presenza da parte di un volontario. Dietro quel numero ci sono, tra i diversi volontari che rispondono, Tina Mantovani, vice coordinatrice e decana dell'associazione, e Lidia Canonico, presidente dell'associazione La Sorgente. «Dobbiamo essere veri il più possibile», sottolinea Mantovani, ricordando quanto siano fondamentali la preparazione, l'aggiornamento continuo e un grande cuore.
Il bilancio annuale tracciato dall'associazione evidenzia alcuni cambiamenti rispetto al passato: sono sempre più numerosi i papà che chiedono sostegno per i propri figli e, per il secondo anno consecutivo, sono gli stessi minori a chiamare. Un'evoluzione che potrebbe essere legata anche alla maggiore presenza sul territorio, attraverso forum e gruppi di lavoro nelle scuole medie. «Gli allievi ci hanno conosciuti, hanno visto il nostro logo e il numero di telefono. Più usciamo e ci conoscono, più riceviamo telefonate».
Molteplici i campi d'azione
Tra le situazioni segnalate figurano innanzitutto il maltrattamento fisico e quello psicologico. Quest'ultimo, spiega Mantovani, «è il più difficile da individuare». A questi si aggiungono le problematiche legate ai social, con minori che si chiudono nelle proprie camere, arrivano a non uscire nemmeno per mangiare e, in alcuni casi, abbandonano la scuola. L'obiettivo di Telefono SOS Infanzia non è sostituirsi agli specialisti, ma accompagnare chi chiede aiuto verso i servizi competenti. «Noi non possiamo curarli, ma vediamo che le nostre parole non cadono a vuoto».
Tra le segnalazioni del 2025 figurano anche casi relativi ad abusi sessuali, già seguiti dalle autorità competenti. Per la prima volta l'associazione racconta inoltre di essersi confrontata con suicidi di minori già avvenuti. In queste circostanze sono familiari e amici confrontati con una situazione di questo tipo a rivolgersi al servizio in cerca di ascolto e sostegno. Un aspetto sul quale Mantovani insiste è che sul territorio esistono servizi e professionisti a cui rivolgersi e il compito dei volontari è anche quello «di creare un ponte verso di loro».
Prevenire con i giovani
Uno dei riferimenti dell'associazione è il gruppo Visione Giovani della Polizia di Chiasso, con il sergente maggiore Mauro Mantovani e il suo team. Droga e alcol sono tra i temi affrontati, soprattutto sul piano della prevenzione. «Sono preparati per parlare con i giovani», spiega Mantovani. Gli agenti lavorano anche senza divisa nel contatto con i ragazzi e possono rappresentare un punto di riferimento per i genitori che chiedono aiuto. Nel 2026, le statistiche riferiscono che ad abusare di sostanze sono stati principalmente giovani maschi.
I dati delineano anche la geografia delle richieste
Delle 61 segnalazioni, 56 provengono dal Ticino e tre dalla Svizzera interna, mentre altre arrivano dalla vicina Italia. La fascia d'età più esposta è quella tra i 12 e i 16 anni, ma non mancano segnalazioni che riguardano bambini tra gli 8 e i 12 anni. «Comincia sempre prima», osserva Mantovani.
Una catena di sensibilizzazione
La sensibilizzazione, secondo l'associazione, può avere effetti anche a distanza di molti anni. Parlare di abuso può infatti riportare alla luce esperienze vissute nell'infanzia da persone ormai adulte. In alcuni casi il passato riaffiora quando un genitore percepisce il proprio figlio in una situazione di rischio. «Quando sentono i propri figli in pericolo, emerge il loro passato e chiamano per chiedere come muoversi».
Accanto al bilancio del 2025, Telefono SOS Infanzia rilancia il tradizionale Premio Mari. Il riconoscimento è stato istituito nel 2015 in memoria di Federico Mari, uno dei fondatori di Telefono SOS Infanzia, associazione nata nel 1988. Il premio è destinato ad associazioni meritevoli che si occupano di minori e nelle quali sia presente una componente di volontariato. Le realtà candidate devono essere riconosciute dal Cantone, dotate di uno statuto e dell'esenzione fiscale.
I progetti dovranno pervenire entro il 31 ottobre 2026. Il premio sarà consegnato al vincitore il 21 novembre, dalle 10.15, nella sala comunale di Chiasso. Per chi invece ha bisogno di aiuto, il numero cantonale di Telefono SOS Infanzia è 091 682 33 33.
L'appuntamento con il Premio Mari




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