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Lugano, le fondamenta ci sono: è ora di fare il prossimo passo

La seconda miglior difesa della scorsa stagione è il punto di partenza, i nuovi stranieri la grande scommessa: il Lugano vuole fare più strada e interrompere un digiuno che dura dal 2018.
Lugano, le fondamenta ci sono: è ora di fare il prossimo passo
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Lugano, le fondamenta ci sono: è ora di fare il prossimo passo
La seconda miglior difesa della scorsa stagione è il punto di partenza, i nuovi stranieri la grande scommessa: il Lugano vuole fare più strada e interrompere un digiuno che dura dal 2018.
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LUGANO - Se per l'Ambrì questo è l'anno zero, il Lugano le fondamenta le ha già gettate nella scorsa stagione. Ora, però, i bianconeri di Mitell sono chiamati a costruire su quanto di buono fatto negli ultimi dodici mesi. Il club ha fissato l’obiettivo playoff, ma obiettivamente per il Lugano questa potrebbe essere la stagione giusta per compiere un ulteriore passo avanti. Per tornare finalmente a vincere una serie nel post-season. Un’impresa che manca da tempo, ovvero dalla stagione 2017-2018.

Le fondamenta, dicevamo. Sono state gettate soprattutto nel reparto arretrato. Mitell e il suo staff hanno infatti trasformato una difesa formato “gruviera” - quella di una squadra arrivata penultima in classifica l’anno precedente - in un vero fortino. Il risultato? La seconda miglior retroguardia dell’intera National League per reti incassate, appena 120.

Insomma, la fase difensiva bianconera sembra ormai una certezza. E così il DS Steinmann ha potuto concentrarsi sull’altro lato del ghiaccio, cercando di dare più qualità e sostanza all’attacco. La missione era chiara: trovare stranieri capaci di garantire più punti, più gol e soprattutto più peso nei momenti decisivi.

La scorsa stagione, Sanford a parte, il rendimento degli stranieri offensivi era stato insufficiente. Hanno così lasciato la Cornèr senza troppi rimpianti Sgarbossa, Sekac, Perlini ed Emanuelsson. Al loro posto sono arrivati due pezzi da novanta come il finlandese Jere Innala e lo svedese Olle Lycksell.

ACQUISTI: Enzo Guebey (Davos), Harijs Cjunskis (Brooks Bandits), Lassi Thomson (Ottawa Senators); Daniel Olsson (ZSC Lions), Jere Innala (Frölunda), Olle Lycksell (Ottawa Senators), Nick Shore (Linköping).

Qualità offensiva che può arrivare a mandrie anche dalla retroguardia, grazie a Lassi Thomson. Il difensore finlandese, già protagonista di diversi inserimenti da dietro decisivi nelle amichevoli, si candida al ruolo di “quarterback” della difesa bianconera. Un profilo che a Lugano mancava da parecchio tempo.

Mitell avrà inoltre la possibilità di scegliere, partita dopo partita, quali stranieri schierare. Il Lugano inizierà infatti la stagione con sette giocatori d’importazione. E Nick Shore, ex biancoblù protagonista di un’ottima preparazione, non sembra certo intenzionato ad accontentarsi del ruolo di settimo straniero. Un bel problema, ma di quelli che ogni allenatore vorrebbe avere: un problema d’abbondanza.

Sul fronte svizzero, invece, il Lugano riparte dalle sue certezze. Luca Fazzini, reduce dalla miglior stagione della carriera, Calvin Thürkauf e Dario Simion rappresentano i punti fermi dell’attacco. Senza dimenticare il giovane Lorenzo Canonica, chiamato a confermare quanto di buono fatto lo scorso anno: 13 reti, 7 assist e le prime convocazioni con la maglia rossocrociata. Tra le partenze svizzere, nessuna appare particolarmente pesante.

E allora eccola, la grande scommessa del Lugano: se gli stranieri saranno davvero quelli intravisti nelle amichevoli - dove hanno mostrato cose molto interessanti -, i bianconeri potrebbero diventare una squadra ancora più solida, profonda e difficile da affrontare.

Perché le fondamenta ci sono già. Ora bisogna costruirci sopra. E magari, dopo nove anni di attesa, tornare finalmente a vincere una serie playoff.

CESSIONI: Samuel Guerra (Zugo), Nick Meile (Visp), Connor Carrick (?); Mike Sgarbossa (Texas Stars via Rapperswil), Brendan Perlini (?), Jiri Sekac (Sparta Praga), Curtis Valk (Schwenninger Wild Wings), Jakob Lee (?), Robert Cjunskis (?), Stéphane Patry (Visp), Einar Emanuelsson (SaiPa).

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