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PECC, l’UDC attacca: «Il conto lo pagano i ticinesi»

Il partito critica PLR e Centro dopo il via libera, accusandoli di appoggiare misure che ricadranno su famiglie e imprese.
PECC, l’UDC attacca: «Il conto lo pagano i ticinesi»
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PECC, l’UDC attacca: «Il conto lo pagano i ticinesi»
Il partito critica PLR e Centro dopo il via libera, accusandoli di appoggiare misure che ricadranno su famiglie e imprese.

BELLINZONA - «Ora i ticinesi sanno da che parte stanno i partiti di centro». È questo il giudizio dell’UDC dopo il via libera del Gran Consiglio al Piano energetico e climatico cantonale (PECC) e alle modifiche della Legge cantonale sull’energia. Il partito democentrista accusa PLR e Centro di essersi schierati con la sinistra e i Verdi, sostenendo misure che, a suo avviso, finiranno per pesare sulle famiglie e sulle imprese ticinesi.

L’UDC, insieme a parte della Lega, ha votato contro il PECC. «PLR e Centro hanno invece scelto di schierarsi con la sinistra e i Verdi», sostiene il partito, secondo cui l’approvazione rappresenta «un salto nel buio». Tra le principali critiche viene citato il tema dell’approvvigionamento energetico invernale, che secondo l’UDC rimane irrisolto, mentre non sarebbe ancora chiaro quale sarà l’impatto economico delle nuove misure.

Nel mirino finiscono soprattutto le modifiche alla Legge cantonale sull’energia e, in particolare, l’articolo 10. Secondo l’UDC, le nuove disposizioni introducono «obblighi concreti per proprietari e aziende» e permettono allo Stato di intervenire direttamente sulle modalità di riscaldamento degli immobili. Una critica che il partito riassume così: «Proprietari, famiglie e inquilini dovranno adeguarsi. E naturalmente pagare».

L’UDC sottolinea inoltre che questi obblighi non sarebbero imposti da Berna, ma deriverebbero da una scelta politica cantonale. Da qui l’attacco ai partiti di centro, accusati di aver rinunciato a difendere «il ceto medio e l’economia».

«Il PLR parla di libertà, pragmatismo e meno imposizioni. Poi vota gli obblighi», sostiene il partito. E sul Centro: «Parla di equilibrio, sostenibilità e difesa del ceto medio. Poi vota nuovi costi a carico dei ticinesi».

Per l’UDC resta poi una domanda centrale: quanto costeranno concretamente le misure? Il partito sostiene che il Governo non abbia saputo quantificare il conto complessivo e parla di «investimenti miliardari», maggiori spese per lo Stato e possibili ripercussioni sulle bollette di famiglie e imprese.

«In un momento in cui aumentano imposte, tasse, balzelli e i premi della cassa malati», prosegue l’UDC, PLR e Centro avrebbero scelto di far ricadere sui cittadini anche «le fantasie ambientaliste e le illusioni burocratiche del fronte rosso-verde».

La conclusione è un nuovo attacco al posizionamento politico dei partiti: «La divisione è ormai chiara: da una parte l’UDC, che difende il potere d’acquisto, la proprietà privata e le imprese; dall’altra PLR e Centro, che quando arriva il momento di decidere si accodano al fronte rosso-verde».

«Il conto arriverà ai ticinesi», conclude il partito. «E i ticinesi devono sapere chi ha scelto di presentarglielo».

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