Sono morti il pudore e la decenza

Un video girato alla stazione di Bellinzona è ora virale. E solleva interrogativi sulla spettacolarizzazione del degrado, così come sulla responsabilità di chi diffonde contenuti simili.
BELLINZONA - È uno di quei video che, purtroppo, nell'era della condivisione del trash, diventano immediatamente virali. Da questa mattina ci è stato segnalato in redazione quasi una decina di volte.
Nelle immagini, lo sfondo è quello della stazione di Bellinzona. In primo piano, su una panchina di cemento, due giovani - probabilmente sotto l'effetto dell'alcol o di qualche sostanza, ma questo non è possibile stabilirlo con certezza - intenti a consumare un atto sessuale, tra lo stupore dei presenti. Perché, come si evince dal filmato, non sono soli.
Non è chiaro quando siano avvenuti i fatti. La Polizia cantonale ci segnala che «non risultano interventi in relazione ai fatti rappresentati», così come, al momento, non risultano nemmeno «eventuali querele».
Sul piano giuridico, a seconda delle circostanze, potrebbero configurarsi fattispecie come l'esibizionismo o altri reati contro l'integrità sessuale. Ad esempio l'articolo 198 del Codice penale svizzero che, riportiamo, «punisce le molestie sessuali e i fastidi provocati dalla confrontazione indesiderata con un atto sessuale». Tale reato comprende infatti gli atti in presenza altrui, quindi viene a configurarsi quando si «causa scandalo compiendo un atto sessuale in presenza di una persona che non se lo aspetta».
In questo caso l'infrazione è punibile con una multa. Di norma, tuttavia, il reato è perseguibile solo a querela di parte. Insomma, deve essere la vittima a sporgere denuncia. Che però, stando a quanto riferitoci dalla Polizia, non c’è stata.
Sarà eventualmente l'autorità competente, sulla base di eventuali nuovi elementi a disposizione, a stabilire se vi saranno gli estremi per un procedimento. Per ora sembrerebbe che non ve ne siano a sufficienza.
Mettendo da parte gli eventuali risvolti giudiziari, ciò che più lascia allibiti, in questo caso, è il livello di degrado mostrato dalle immagini. Nessun pudore, nessuna decenza. Nemmeno da parte di chi ha pensato bene di estrarre il telefonino, riprendere la scena e consegnarla alla rete, trasformando un episodio avvenuto in un luogo pubblico in un contenuto da condividere e rilanciare.
Per ragioni di decenza e nel rispetto delle persone coinvolte, abbiamo quindi deciso di non rendere pubblico il filmato, nemmeno dopo averne oscurato i protagonisti.



