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CHIASSO

«Capelli ovunque» e cuffia obbligatoria: c'è la decisione del Municipio

Il sindaco Arrigoni risponde agli ottanta firmatari che chiedevano di ripristinare l'utilizzo della cuffia in vasca, per «avere maggiore igiene» durante il nuoto libero nella vasca olimpica.
«Capelli ovunque» e cuffia obbligatoria: c'è la decisione del Municipio
Foto Tio
«Capelli ovunque» e cuffia obbligatoria: c'è la decisione del Municipio
Il sindaco Arrigoni risponde agli ottanta firmatari che chiedevano di ripristinare l'utilizzo della cuffia in vasca, per «avere maggiore igiene» durante il nuoto libero nella vasca olimpica.

CHIASSO - "Cuffia obbligatoria sì o no?". È stato il tema dell'estate, almeno per gli appassionati della piscina. Il riferimento è al malcontento degli appassionati del nuoto libero, che durante la stagione estiva hanno lamentato i troppi capelli («un disagio continuo») che a loro dire galleggiavano nella piscina comunale di Chiasso in quantità maggiore rispetto agli anni passati.

Tanto che «alcuni frequentatori - scrivono gli utenti - hanno persino scoperto di esserseli poi trasportati involontariamente fino alle proprie abitazioni». Questo - stando sempre alle loro impressioni - a causa della decisione del Municipio che, per la prima volta, quest’anno ha tolto l'obbligo della cuffia, mettendo così fine al ritornello "mettiti la cuffia!" pronunciato dai bagnini.

Oltre 80 le firme raccolte
La successiva e minacciata raccolta firme del "comitato spontaneo", per ritornare alla cuffia nella vasca da 50 metri, si è poi concretizzata con l'invio di oltre ottanta firme al Municipio con tanto di lettera allegata, nella quale i cittadini riferiscono di trovarsi loro malgrado a «nuotare con capelli che finiscono tra le dita, sul viso, attorno agli occhialini, agli orologi e ai braccialetti, oltre che impigliati nelle palette, nei boccagli e negli strumenti utilizzati durante gli allenamenti».

Dunque, ecco la richiesta dei nuotatori "per passione", datata 28 agosto: «Chiediamo cortesemente al Municipio di rivalutare la decisione presa e di ripristinare l'obbligo di indossare la cuffia, almeno nella piscina olimpionica», perché «indossarla richiede pochi istanti e comporta un sacrificio minimo, ma rappresenta un gesto di attenzione verso tutti gli altri utenti». A questo riguardo, un parere simile lo avevano espresso a luglio anche i lettori di Tio: circa il 70% aveva sostenuto l'idea di reintrodurre l'obbligo.

È arrivata la decisione
Ma ecco che, dopo la rovente stagione estiva appena conclusa e in attesa di aprire quella dell'autunno-inverno sotto il nuovo pallone, Il Municipio di Chiasso non ha tardato a esprimersi, pronunciato la sua definitiva sentenza, che in sostanza può riassumersi con un "indietro non si torna". Più letteralmente, nella comunicazione - a firma Bruno Arrigoni e Umberto Balzaretti, rispettivamente Sindaco e Segretario - l'autorità comunale spiega che, dopo attenta analisi della richiesta ricevuta, «non è possibile aderire alla vostra istanza».

Seguono le motivazioni del no al ritorno al passato. «In Svizzera non vi è alcuna struttura che mantenga l'obbligo e per farlo rispettare - spiega il Sindaco - sarebbe necessario un costante controllo da parte dei bagnini che non potrebbero concentrarsi sugli altri importanti compiti, come la prevenzione e la sicurezza». Infine, la risposta all'accusa di un peggioramento della qualità dell'acqua: «La pulizia e la manutenzione dell'impianto di filtraggio, eseguiti giornalmente, non hanno rivelato un aumento di capelli o di altri residui».

La decisione non è però andata giù ai promotori della raccolta firme che, per bocca di un loro rappresentante, si dicono «indignati per la palese mancanza di interesse e rispetto nei confronti dei tanti firmatari». Ma come detto, indietro non si torna e la cuffia resterà ancora nei cassetti.

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