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Votazioni federali, la Cc-Ti raccomanda due NO

La Camera di commercio ticinese evidenzia rischi per flessibilità istituzionale e competitività economica legati alle due iniziative in votazione.
Votazioni federali, la Cc-Ti raccomanda due NO
TiPress
Luca Albertoni, Direttore Cc-Ti
Fonte Cc-Ti
Votazioni federali, la Cc-Ti raccomanda due NO
La Camera di commercio ticinese evidenzia rischi per flessibilità istituzionale e competitività economica legati alle due iniziative in votazione.

LUGANO - La Camera di commercio, dell'industria, dell'artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (Cc-Ti) raccomanda di respingere entrambe le iniziative popolari federali in votazione il 27 settembre 2026: «Salvaguardia della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)» e «Per un'alimentazione sicura - mediante il rafforzamento di una produzione nazionale sostenibile, più derrate alimentari vegetali e acqua potabile pulita».

Pur riconoscendo la rilevanza degli obiettivi, la Cc-Ti ritiene che le due proposte introdurrebbero rigidità costituzionali e costi, limitando la capacità della Svizzera di adattarsi ai cambiamenti internazionali e di garantire condizioni quadro affidabili alle imprese.

Neutralità, i timori per il margine di manovra
La Cc-Ti considera la neutralità un elemento distintivo della Svizzera e uno strumento al servizio della pace, del dialogo e della mediazione. Una sua definizione rigida nella Costituzione, tuttavia, potrebbe limitare la capacità delle autorità federali di adattarne l'applicazione all'evoluzione del contesto internazionale.

La Camera ricorda che diversi principi contenuti nell'iniziativa fanno già parte della prassi svizzera: la neutralità è permanente, il Paese non aderisce ad alleanze militari, non partecipa a conflitti tra Stati terzi, applica le sanzioni dell'ONU e offre i propri buoni uffici. La nuova disciplina restringerebbe invece, secondo la Cc-Ti, la possibilità di riprendere altre sanzioni non militari e di cooperare con partner internazionali in materia di sicurezza. Per un Paese aperto, orientato all'esportazione e impegnato nella cooperazione internazionale, l'attuale impostazione garantirebbe già la flessibilità necessaria.

Alimentazione, dubbi sull'autoapprovvigionamento al 70%
Sulla seconda iniziativa, la Cc-Ti condivide gli obiettivi di rafforzare la sicurezza alimentare e promuovere un'agricoltura sostenibile, innovativa e attenta alle risorse naturali e al benessere animale. Contesta però gli strumenti proposti, che a suo giudizio rischiano di incidere sulla competitività, sulla libertà imprenditoriale e sull'apertura commerciale.

La Camera esprime in particolare dubbi sull'obiettivo di portare il grado di autoapprovvigionamento netto almeno al 70% entro dieci anni, considerati i limiti territoriali e produttivi della Svizzera. Un cambiamento così rapido potrebbe incidere sugli investimenti delle aziende agricole e alimentari e condizionare le scelte produttive e di consumo. Sicurezza alimentare, sostenibilità e tutela delle risorse sono inoltre obiettivi già presenti nell'ordinamento e nei lavori sulla futura politica agricola.

Secondo la Cc-Ti, obiettivi costituzionali dettagliati potrebbero inoltre aumentare gli oneri regolatori, rendere meno flessibili le catene di approvvigionamento e generare maggiori costi lungo la filiera, con possibili aumenti dei prezzi alimentari per famiglie e attività come ristorazione e commercio.

La Cc-Ti auspica invece misure proporzionate e una politica agricola capace di coniugare sostenibilità, tutela del territorio, benessere animale, innovazione e integrazione nei mercati internazionali. Per queste ragioni invita la popolazione a votare NO a entrambe le iniziative il 27 settembre.

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