Stessa uniforme a scuola: il Ticino si divide

C'è chi dice «come nelle carceri» e chi ritiene che «i problemi della scuola siano ben altri». Ecco cosa ne pensa la piazza.
C'è chi dice «come nelle carceri» e chi ritiene che «i problemi della scuola siano ben altri». Ecco cosa ne pensa la piazza.
CANTONE - «Usavo la divisa all'asilo, la trovavo umiliante», «Buona idea, a patto che sia gratuita», «Come nelle carceri», «La divisa contrasta le disuguaglianze sociali e unifica il gruppo». La proposta non lascia indifferenti. Sono solo alcuni dei centinaia di commenti lasciati dai nostri lettori in coda all'articolo pubblicato ieri, dedicato alla mozione inoltrata da 11 deputati in Gran Consiglio che propone l'introduzione di un abbigliamento comune nelle scuole dell'infanzia ed elementari ticinesi.
Il tema divide, e parecchio, anche se sembra prevalere una maggiore apertura verso la proposta. Da una parte c'è chi ritiene che l'abbigliamento dei bambini finisca per riflettere lo status socio-economico dei genitori e vede quindi nella divisa un modo per attenuare le differenze. Dall'altra, c'è chi considera fondamentale lasciare ai più piccoli la libertà di scegliere come vestirsi, perché rappresenta «una delle prime forme di sperimentazione identitaria». In mezzo, chi invoca semplicemente «un po' di equilibrio».
Ma cosa dicono i numeri? Nel sondaggio proposto in apertura al nostro articolo, al quale hanno partecipato più di 600 persone, il 70% si è detto favorevole alla stessa divisa per tutti i bambini. Il 67% ritiene inoltre che un abbigliamento comune possa contribuire a ridurre le differenze socio-economiche e culturali tra gli allievi.
Alla base della proposta ci sono due obiettivi: limitare la presenza di abbigliamenti poco consoni al contesto scolastico e attenuare un confronto sempre più precoce con i modelli legati all'immagine e ai consumi. Resta però un nodo tutt'altro che secondario: quello dei costi. L'introduzione di un abbigliamento comune potrebbe comportare per il Cantone una spesa importante, considerando i diversi cambi settimanali, la necessità di adattare il vestiario alle stagioni e la rapida crescita dei bambini. In caso di via libera, si è pronti ad affrontare cifre del genere?
Tra i cittadini, intanto, il dibattito resta acceso. Siamo andati nei pressi delle scuole elementari di Savosa per raccogliere le opinioni di adulti e bambini, i diretti interessati.
«Favorevolissimo», dice senza esitazioni un papà. Una signora racconta invece che «i bambini al mattino fanno "impazzire" i genitori perché vogliono seguire video e mode varie, con vestiti non consoni alla scuola». Ma non manca chi difende la libertà di scelta: «Penso che ognuno sia libero di vestirsi come vuole».
Favorevoli, contrari o alla ricerca di un compromesso: la divisa sembra mettere tutti d'accordo almeno su una cosa. Fa discutere. E il confronto, dentro e fuori dalla scuola, resta apertissimo.




