Spariti 6 metri di ghiaccio: la foto che lascia senza parole

L'estate rovente ha colpito duramente i ghiacciai, anche in Svizzera. Al Konkordiaplatz sull'Aletsch nel 2026 la superficie è scesa di quasi sei metri: «Uno scenario che non avrei mai potuto immaginare»
KONKORDIAPLATZ - Anche sulle Alpi svizzere lo scioglimento dei ghiacciai procede rapidamente. Le ondate di calore estive hanno portato il fenomeno a livelli record. «I nostri dati mostrano che, in questi giorni, dai ghiacciai si sciolgono circa 400 metri cubi d’acqua al secondo», dichiarava Matthias Huss a 20 Minuten nel mese di giugno.
Le possibili conseguenze emergono da un suo recente post su X. Il glaciologo, responsabile della Rete svizzera di monitoraggio dei ghiacciai Glamos, documenta da anni la perdita di ghiaccio nelle Alpi svizzere.
«Mi mancano le parole»
Il post contiene una foto del Konkordiaplatz, presso il Grosser Aletschgletscher, scattata dal geografo e glaciologo Andreas Linsbauer. Nell’immagine si vede un uomo accanto a un’asta di misurazione molto lunga, che lo sovrasta nettamente. L’asta mostra quanto ghiaccio sia andato perso in quel punto di misurazione nell’estate del 2026. «Uno strato di ghiaccio spesso quasi sei metri è scomparso», scrive Huss. E questo «nel mezzo del più grande ghiacciaio delle Alpi». Un dato difficile da comprendere persino per i glaciologi. «Mi mancano le parole».
Niente nevicate estive
È vero che in estate la copertura glaciale diminuisce sempre, ma non nella misura visibile nella foto. Normalmente, nel pieno dell’estate i ghiacciai perdono «al giorno tra cinque e dieci centimetri di ghiaccio», ha spiegato Huss a luglio alla NZZ. Quest’anno, però, sono mancate le nevicate estive in montagna. «Dalla metà di maggio nelle Alpi non ha più nevicato». Nel 2025, secondo l’esperto, era andata diversamente: a luglio era caduta più volte un po’ di neve fresca. Queste nevicate sono importanti «perché possono fermare completamente la fusione per alcuni giorni».
Un anno particolarmente impegnativo
Che il 2026 sia un anno particolarmente impegnativo per i ghiacciai era già evidente a giugno. Periodi di caldo precoce e «prolungato sono il peggior scenario per i ghiacciai», aveva spiegato allora Huss. «Poiché la neve scompare prima, una superficie chiara, che può riflettere molta energia, viene sostituita da una scura. Con le stesse temperature, quindi, si scioglie ancora più ghiaccio».
Lo dimostra anche la data in cui quest’anno è stato raggiunto il giorno di massimo scioglimento dei ghiacciai: il 29 giugno. Solo una volta era arrivato ancora prima, nel 2022, quando era stato raggiunto il 26 giugno.
Il giorno di massimo scioglimento dei ghiacciai indica il momento in cui i ghiacciai svizzeri hanno esaurito completamente le riserve di neve accumulate durante l’inverno. Segna quindi il punto in cui la fusione del ghiaccio supera l’accumulo invernale e il ghiacciaio comincia a perdere sostanza in termini netti. Nel 2025 è stato raggiunto il 4 luglio, nel 2024 l’11 agosto.
Il bilancio definitivo dell’anno glaciale 2026 sarà disponibile solo a fine settembre, secondo Blue News.



