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LOCARNO

Mille domande sul "molestatore" che si aggira per il Locarnese

Dopo la vicenda della giovane minacciata e insultata mentre andava a scuola, tio.ch interpella la Polizia comunale. Ecco le risposte.
Mille domande sul "molestatore" che si aggira per il Locarnese
Ti-Press (archivio)
Mille domande sul "molestatore" che si aggira per il Locarnese
Dopo la vicenda della giovane minacciata e insultata mentre andava a scuola, tio.ch interpella la Polizia comunale. Ecco le risposte.

LOCARNO - Una ragazza minacciata e insultata da uno sconosciuto nella zona della stazione di Locarno. I fatti risalgono alle prime ore di venerdì 11 settembre. La notizia anticipata da tio.ch e confermata dalla Polizia cantonale sta facendo discutere. Anche perché l'uomo in questione non sarebbe nuovo a situazioni del genere. Per capire meglio la vicenda tio.ch ha sollecitato anche la Polizia comunale di Locarno. Le risposte ricordano quanto già emerso qualche mese fa a Lugano: di fronte a casi del genere la polizia ha margini di manovra limitati.

Questa persona è stata segnalata effettivamente anche a voi?
«La Polizia comunale è stata coinvolta nella medesima giornata, su richiesta della Polizia cantonale intervenuta in prima battuta. All’arrivo degli agenti comunali la persona segnalata non era più presente sul posto, mentre la giovane si trovava insieme ai propri amici».

Non è stato l'unico intervento di quella mattina.
«Nelle ore successive la Polizia cantonale è nuovamente intervenuta nei confronti della medesima persona in un’altra località del Cantone. Possiamo pertanto confermare che vi sono stati interventi e accertamenti da parte dei Corpi di polizia».

A volte si ha paura a denunciare. Perché poi il denunciato riceve i dati del denunciante. Verso questa persona ci sono state denunce sì o no?
«Nel rispetto della protezione dei dati e di eventuali procedure in corso, non possiamo fornire indicazioni sull’esistenza o sul contenuto di denunce e procedimenti personali».

Questa persona "problematica" potrebbe essere seguita tramite i servizi sociali? O lo è già?
«Sempre per ragioni di protezione dei dati non è possibile confermare se la persona sia già seguita da servizi sociali, sanitari o da altre autorità. Non essendo domiciliata nel Locarnese, un’eventuale presa a carico compete prioritariamente ai servizi del luogo di domicilio».

Dunque?
«Ciò non impedisce alla Polizia comunale di trasmettere, nel rispetto delle basi legali e delle rispettive competenze, gli elementi utili alle autorità competenti e di coordinarsi con la Polizia cantonale quando emergono situazioni ripetute o possibili condizioni di vulnerabilità».

Anche la politica comunale si sta muovendo: a Locarno è scattata un'interpellanza dopo il caso della ragazza minacciata. Vista l’inquietudine che questa persona sta causando, come pensate di gestire la situazione?
«La preoccupazione suscitata dall’episodio viene presa seriamente in considerazione. La Polizia comunale continuerà a mantenere il necessario coordinamento con la Polizia cantonale e a prestare particolare attenzione alle aree interessate dalle segnalazioni, anche attraverso controlli e passaggi mirati».

Ci si chiede perché questo individuo sia stato semplicemente redarguito. Secondo alcuni le segnalazioni sul suo conto sarebbero ben più di due.
«Ogni comportamento concretamente accertato viene trattato secondo la sua natura e nell’ambito delle competenze attribuite ai diversi Corpi. Qualora emergano elementi di rilevanza penale, vengono sottoposti alle autorità competenti».

Davvero non si può andare oltre?
«La Polizia non può limitare la libertà di una persona in assenza dei presupposti legali. Ma questo non significa che la situazione venga ignorata: le segnalazioni vengono documentate, correlate e considerate nella pianificazione degli interventi preventivi».

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