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Caos-covid: Xhaka ammette di aver imbrogliato

«Nutrivo preoccupazioni, ho avuto paura»
Caos-covid: Xhaka ammette di aver imbrogliato
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Caos-covid: Xhaka ammette di aver imbrogliato
«Nutrivo preoccupazioni, ho avuto paura»
Il centrocampista ora al Sunderland rischia di aver chiuso con la Nazionale.
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SUNDERLAND - Il polverone sollevato dal Ministero pubblico di Lucerna non si è diradato. Anzi, peggio. Lo ha fatto e ha mostrato che accuse che sembravano difficili da provare erano in realtà fondatissime: Granit Xhaka ha utilizzato un certificato-covid contraffatto.

È successo nel novembre 2022 quando, aiutato dalla dottoressa Andrea Ludwig, ha scelto di infrangere la legge.

La grande pressione mediatica - un caso Fischer-bis - ha spinto il capitano della Nati a non attendere indagini e processi: il giocatore ora al Sunderland ha ammesso quello che ha fatto assumendosi la propria responsabilità.

«Negli ultimi giorni si è parlato molto di una questione del mio passato - ha raccontato proprio il quasi 34enne - Sulla quale vorrei esprimermi personalmente. Riguardo alla vaccinazione contro il COVID-19, all'epoca ero molto incerto e nutrivo delle preoccupazioni. Avevo una profonda diffidenza nei confronti del vaccino ed ero coinvolto in uno stato di turbamento emotivo. Avevo paura e, invece di chiarire i miei dubbi e le mie preoccupazioni attraverso i canali previsti, mi sono procurato un certificato falso. Oggi capisco chiaramente che questa azione non è stata giusta. È stato un errore. Mi dispiace. Mi assumo la responsabilità di quella decisione, sono pronto ad affrontare il pieno chiarimento della questione e collaborerò pienamente con le autorità competenti».

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